Probabilmente Antonio Ricci se ne sarà fatta una ragione. Nessuno in giro lo ha visto imbizzarrito, e di motivi per mangiarsi la tappezzeria ce ne sarebbero a iosa. La sua gallina dalle uova d'oro, Cultura Moderna, le prende regolarmente dalla concorrenza, che non è quella assatanata di Affari Tuoi, a metà tra destino e tarocco, puntualmente da smascherare per screditare - a ragione o meno - il nemico di turno, ma è quella decisamente più bonacciona di Fabrizio Frizzi, che presenta senza troppi clamori Soliti Ignoti. Giochetto di una semplicità inaudita, fatto di carte difficili da manovrare di soppiatto, sulle quali Ricci sa di non potersi rivalere. Giochetto semplice come Cultura Moderna, sembrerebbe, e invece il quiz di Teo Mammucari, padrone incontrastato dell'estate scorsa, s'è rifatto il look e ora paga incredibilmente pegno. I maligni ovviamente si immaginano già Ricci a visionare tonnellate di videocassette per pescare il marcio nel concorrente. Sicuramente il padrone di Striscia non sarà raggiante di gioia. Anche perchè non si tratta più dell'effetto sorpresa, che perlomeno nella prima settimana poteva alterare i veri valori di campo. Dopo un mese esatto di programmazione, il gioco di Frizzi ha sorprendentemente preso il largo, mentre la banda capitanata da Mammucari non ha mai dato segnali di ripresa, anzi insistendo con quelle modifiche inutili che potrebbero aver fatto perdere appeal al programma. Nessuno è intervenuto nel modificare qualcosina, forse si sperava in un calo fisiologico dell'avversario. E invece Cultura Moderna sta per affondare e per giunta chi la dovrebbe salvare latita. Frizzi ringrazia, e intanto se la gode.
Sugli ascolti della nuova soap-opera, sorry, real-drama di RaiUno, Sottocasa, ci eravamo espressi molto vagamente, non potendo disporre di dati esaustivi su cui come al solito filosofeggiare, e molti utenti ci hanno chiesto via e-mail dati più precisi. La fascia 12.00-15.00 comunque non aveva manifestato scossoni sia su Canale 5 - che non sembrava aver pagato dazio alla nuova avventura di Sottocasa - che su RaiUno, ancora trainata dal TG1 e poi uccisa nel proseguio del dominio della concorrenza che piazza il finale di Beautiful e la partenza lancio di CentoVetrine.
Oggi sul Corriere Della Sera Aldo Grasso, nella rubrica quotidiana A Fil Di Rete, ci aiuta puntualmente a chiarirci più precisamente le idee. Il dato Auditel della media di ascolto dei primi cinque episodi di programmazione - e ce ne sono ancora 190 da assaporare nel dopo-pranzo - non è certo entusiasmante: 1.384.000 telespettatori e il 9,25% di share. Meno del 10% dunque, e meno dell'11% di media che RaiUno totalizzava prima dell'arrivo del real-drama, schiacciata dal domino soapoperaro di Canale 5. Insomma, la partenza di Sottocasa non è stata delle migliori, no. E si potrebbe pure ragionare basando i pensieri sulla lunga serialità, sull'uscita alla distanza, perchè no. Ma Centovetrine, al suo esordio su Canale 5 nel 2001, fece subito 4 milioni di telespettatori e il 27% di share, per poi salire vertiginosamente fino al 30-31%. Il buongiorno si è subito visto. Sottocasa d'altronde paga una scarsa visibilità mediatica, pochi agganci nei salotti tv e una continua presenza nell'anonimato, in una fascia oraria killer come quella del dopo pranzo, che pare poco incline a cambiamenti di telecomando. Aldo Grasso sottolinea come il nuovo Sottocasa focalizzi l'attenzione su «meno sentimenti e più problemi sociali, nella tradizione europea più che in quella americana», ma il dato Auditel «non è granchè incoraggiante e la prestazione degli attori ancor meno», aggiungendo che «forse il problema più grosso non sta nel prodotto, quanto nella sua collocazione oraria». Probabilmente, per incalzare la leadership di Canale 5 - che era comunque già corsa ad eventuali ripari rimescolando spot e telepromozioni per evitare esodi indesiderati di pubblico - occorreva una maggior promozione, un cast di maggior richiamo, da grande evento, per acchiappare subito interesse e una sinergia con le altre trasmissioni Rai. La scommessa naturalmente non può dirsi ancora persa - a noi tutto sommato il prodotto non pareva così malvagio -, ma di certo le premesse sono tutt'altro che incoraggianti. Per la soddisfazione di Saccà...
Termina stasera, con l'ottava ed ultima puntata, la prima edizione del game-show Distraction, condotto con successo su Italia 1 da Teo Mammucari e in onda questa sera alle 21.10. La puntata finale sarà interamente riservata ai concorrenti vip, ossia coloro che si sono messi in gioco, uno per ogni puntata, nel corso dei sei primi appuntamenti, sfidando nel ring i due wrestler Kishi e Black Pearl. Non è infatti difficile stilare la lista dei destinatari delle distrazioni: Carmen Di Pietro, Enzo Salvi, Solange, i Fichi D'India, Silvia Rocca e Nadia Rinaldi.
Come già accaduto nella settima puntata, che ha riunito i concorrenti più simpatici delle prime sei puntate, le distrazioni in programma saranno pescate nel serbatoio di 30 giochi già sperimentati con successo, scegliendo quelli più divertenti e strani. Le uova in faccia credo che saranno riproposte proprio stasera. La vincita finale dovrebbe prevedere la presenza di sei premi ai quali si accede in caso di risposta esatta alla domanda pronunciata da Teo. In caso di risposta sbagliata, toccherà al concorrente, a caso, eliminarne uno azionando il detonatore senza sapere a che premio appartenga.
Si conclude così il primo ciclo di Distraction, il format realizzato per Italia 1 da Grundy Italia destinato a rimaterializzarsi puntuale per la seconda edizione in autunno, stando alle anticipazioni rilasciate dal direttore di rete Luca Tiraboschi. Parleremo meglio del programma, dei suoi risultati Auditel e delle prospettive future nella sezione Visioni Finali domani, con la conclusione dell'ultima puntata, giudicando nel complesso il nuovo esperimento di Teo Mammucari. A mio parere ben riuscito, anche se i margini di miglioramento sono notevoli.
Su RaiDue invece Simona Ventura presenta la serata conclusiva del reality canoro Music Farm, giunto alle battute conclusive. Uno tra Ivana Spagna, Massimo Di Cataldo e Alberto Fortis, con un quarto finalista scelto dal televoto tra Pago e Laura Bono, verrà eletto vincitore della terza edizione del programma. Ospiti Loredana Berté e Iva Zanicchi. Pure per MusicFarm attendetevi domani l'apposita Visione Finale.
Senza dimenticare poi la seconda puntata de Il Migliore di Mike Bongiorno, in onda eccezionalmente questa sera alle 21.00 su Rete 4 invece del tradizionale giovedì sera. Spero per Mike che l'ascolto vada meglio rispetto all'esordio, anche se ne dubito fortemente-
Sarà trash quanto vi pare, sarà inutilità all'ennesima potenza, sarà immondizia catodica. Ma Distraction del perfido - e a tratti pure tenero - Teo Mammucari continua a macinare ascolti eccellenti, se paragonati sia con la media di prime time di Italia 1 sia con ciò che propone la concorrenza - e non si tratta di semplici filmetti western. Anche ieri, il trash-quiz-show sulla seconda rete Mediaset è riuscito a catalizzare l'attenzione di 3.655.000 telespettatori, per uno share del 13.26% (due punti e più di share sopra l'andamento serale della rete di Tiraboschi), per una media, dopo le prime quattro puntate, di 3.765.500 telespettatori e il 13.26% di share. Una puntata, quella di ieri, da media, quindi. Sorvolo sul discorso etico affrontabile in altre sedi - e sicuramente in disparte dall'attenzione sull'ascolto Auditel - concentrandomi sulla potenza, a livello di ascolto, di un programma che, nonostante le polemiche e la repentina chiusura, annunciata evidentemente con sarcasmo da Mammucari in avvio della prima puntata, realizza più ascolto sia dei teleilm americani che delle stesse Iene, che ora si trovano a soffrire, sottomesse dalla prepotenza di Lost, autore lunedì di uno strepitoso 20% di share seppur mescolato nella bagarre mediatica delle elezioni politiche.
Vi ricordate i tempi della crocifissione di Paolo Bonolis, due anni e mezzo fa, quando il conduttore era al timone del neonato e Auditel-killer Affari Tuoi, ad opera della banda di Ricci? Missive debordanti da parte di Striscia, continue accuse di taroccamento, concorrenti già al corrente della loro prevista prestazione, pacchi che esplodevano di euro al momento giusto. Ecco, una guerra continua, finita poi con il passaggio di Paolone a Mediaset, armi deposte e amici come prima, visto che né Pupo né, per ora, la Clerici, sono riusciti a re-intaccare il predominio ripreso da Striscia La Notizia nella fascia di access-prime time, tradizionalmente molto ambita dia pubblicitari. Soltanto Bonolis riuscì ad abbattere la corazzata di Ricci: sembrava così che i bei tempi di
Affari Tuoi targato 10 milioni e più di telespettatori fossero finiti. E invece no, ogni tanto uno spunto torna sempre. Non stiamo poi a vedere di che spunto si tratta: o una nuova - o vecchia - polemica dalla concorrenza, o un ritorno agli ascolti d'oro. Guardacaso, in queste ultime due serate gli spunti si sono presentati contemporaneamente.
Come al solito riparte il balletto indecoroso delle cifre, all'indomani dell'esordio di un programma in tv. L'occasione era la partenza di Amore, il nuovo varietà del sabato sera di RaiUno guidato da Raffaella Carrà e incentrato sul delicato tema delle adozioni. Lo scontro, ormai risaputo, era con la tradizionale ma mai doma Corrida di Gerry Scotti, che nelle ultime apparizioni aveva ceduto il passo a Il Treno Dei Desideri guidato da Antonella Clerici.
Bene, il responso Auditel decreta la vittoria de La Corrida, 5.286.000 telespettatori con uno share del 26.36%, sulla nuova e umanitaria creatura della Raffa, fermatasi a 4.978.000 telespettatori e uno share del 24.89%. Ora, non si tratta di un successo schiacciante, ma misurato. Certo è che, personalmente, mi aspettavo molto di più dall'esordio della Carrà, che solitamente segna il ritorno in televisione con la garanzia della consistenza del passato e la capacità indiscussa di ammaliare in positivo il pubblico. Parlo però da ignorante, non ho seguito la trasmissione se non nelle sue fasi iniziali nella preparazione per uscire da casa (avevo di meglio da fare evidentemente), anche se per certi versi avevo messo in guardia dalla spettacolarizzazione del fattore adozioni, elemento comunque trainante dello show, mescolato a comici, balletti e canzoni.
Quello che fa, come al solito, più ridere, è la rappresentazione che gli uffici stampa Rai e Mediaset forniscono dei due programmi, e ce n'è da ridere. Benchè entrambe le aziende riportino necessariamente i dati Auditel esatti, non mancano di svelare picchi d'ascolto e share migliori, pur racimolando paradossi niente male. Leggiamo dal comunicato stampa Mediaset: "Un successo confermato anche dai picchi di ascolto, che vedono gli spettatori de La Corrida toccare alle 21.35, 7.521.000 spettatori, e alle 23.48, il 35.49% di share". Sembra che, quindi, il picco d'ascolto massimo sia del programma di Gerry Scotti. Ma poi spulciamo nel comunicato stampa Rai questo commento: "Durante la trasmissione (Amore, ndr), sono stati piu’ volte superati gli 8 milioni di telespettatori, con una punta alle 21.32 di 8 milioni 694 mila pari al 34.33 di share. Il programma ha chiuso dopo la mezzanotte con oltre 2 milioni 500 mila telespettatori".
Alla fine, chi ha vinto? Per ora pare La Corrida, che tra l'altro nel 2004 aveva sempre battuto dalla terza alla settima puntata di Sogni, lo show della Carrà, che comunque aveva uno share complessivo superiore al 25% (superiore quindi all'esordio di Amore), dopo essere apparso il 7 febbraio 2004 con 7.092.000 telespettatori (31,57% di share), per poi calare subito con l'arrivo della Corrida il 21 febbraio, scendendo a 5.806.000 telespettatori e il 24.24% di share (La Corrida, 6.356.000, 26,67%), salvo poi riprendersi sette giorni dopo 3 punti di share, a fronte comunque di un miglioramento dello show di Canale 5 di 2 punti percentuali. Se Sogni non era andato alla grande, la Carrà, che ha confessato con questo varietà sui generis di giocarsi la faccia, si prepari pure a soffrire.