sabato, 15 aprile 2006 | Permalink

SIAMO IN FORMAT  //  THE BAR


Approfittiamo dell'arrivo a fine primavera 2006 in Italia per illustrare ciò che vedremo su Italia 1, ovvero - e magari non è neppure una novità - un nuovo reality. Questa volta si tratta di The Bar, format svedese di Strix Television, dal contenuto già facilmente deducibile: piazza una serie di concorrenti dietro ad un bancone e in mezzo ai clienti, e fateli sgobbare tra bicchieri e piatti da lavare, in preda alle esasperazioni consumistiche della clientela. Diamo un'occhiata alla struttura del format originario.


giovedì, 13 aprile 2006 | Permalink

E' bastato il successo di Supergirl, la trasformazione cinese di American Idol - show in stile Amici che ha visto vincitrice la 21enne Li Yuchun, battendo tutti i record di ascolto - per far intervenire in grande stile il governo cinese all'interno dell'annosa evoluzione dei media di massa orientali, in particolare di quella televisione che strizza un po' troppo l'occhio ai modelli americani e ne trae spesso spunto per legittimare la propria mutazione. Dopo folle di cinesi urlanti di fronte alla tv, che via sms hanno spinto al successo la ragazza dai capelli per aria, decretandola vincitrice tra le altre aspiranti cantanti, e dopo le discese in piazza e l'arrivo in massa degli sponsor pubblicitari, pronti a coprire d'oro non solo la ragazzotta dall'ugola felice ma tutti i programmi del genere, urge una soluzione. Ed è entrata in campo senza incertezze la SARFT, ovvero la China's State Administration of Radio Film and Television. E' bastato così davvero poco perchè si levassero i primi malumori istituzionali, che hanno facilitato l'immediata stesura di un decalogo di comportamento per evitare l'evirazione integralista del Paese, reprimendo soprattutto la folle sterzata verso il consumismo e alla spettacolarizzazione del trasgressivo.

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categorie: siamo in format, la tv del vicino, supergirl, hunan tv, sarft

domenica, 02 aprile 2006 | Permalink

Ogni tanto dovremmo uscire con lo sguardo dai nostri tradizionali confini televisivi. Oddio, da una parte ci usciamo già abbastanza, raccattando qua e là format stranieri che spesso adattiamo per l'Italia - nascono così Le Iene, il Grande Fratello, L'Isola Dei Famosi, Distraction. Prodotti verso i quali spesso ci scanniamo, prodotti che deploriamo anche gratuitamente, appellandoci alla moralità infangata o immolandoli in nome del dio Trash che impera spesso indisturbato nell'olimpo televisivo nazionale. Dall'altra parte, non vediamo nulla di quanto viene trasmesso negli altri network internazionali. Ed è un peccato. Perchè, oltre a poter scannarci contro la peggio tv straniera, tanto da riconsiderare in positivo le trasmissioni di casa nostra, otterremmo le prove che qualche buon frutto nasce pure nel nostro orticello. E' il caso di Amici di Maria De Filippi. Ok, lasciamo da parte l'ultima burrascosa edizione, flagellata da litigi, capricci e discussioni puerili. Nonostante provenga da Saranno Famosi, il format riadattato da Maria De Filippi, che mescola ballo, canto e recitazione in una scuola per artisti, è già materia di sagace osservazione da parte di molti network stranieri, colpiti dalla formula originale del progetto, che ruota appunto sulla completezza artistica dei ragazzi. Oltre ai network, pure l'Università di Lisbona ha sorpreso piacevolmente il direttore della scuola di Amici, nonchè autore del programma, Chicco Sfondrini, quando ha ricevuto via e-mail la notizia che l'università portoghese avrebbe sviluppato un corso per analizzare le personalità dei ragazzi della scuola. Sono riconoscimenti di cui essere soddisfatti, anche perchè non capita spesso che un'idea italiana (che non sia una fiction) valichi con successo i propri confini, e quando accade bisogna andarne fieri.


sabato, 01 aprile 2006 | Permalink

Ne abbiamo parlato fin troppo (soprattutto in questo abnorme blog), abbiamo speso litri di inchiostro digitale sulla trasformazione disneyana di Affari Tuoi che ha adattato il prodotto alla versione Clerici, dopo la goliardia annessa a Pupo e la sadica conduzione del perfido Paolo Bonolis. Dopo le prime due puntate d'assalto e le ultime due in calando, che hanno sgonfiato la maestosità del nuovo corso del game show di RaiUno (maestosità osannata dal titolone del Corriere Della Sera), potremmo in effetti smetterla di blaterare sulla versione 3.0 del gioco dei pacchi. Però stamattina, guardando Tv Talk in un'insolito risveglio all'alba per via delle qualifiche del Gran Premio d'Australia di Formula 1, il conduttore Massimo Bernardini, per messo dell'inviato in USA Franco Schipani, approfittando del cambio di conduzione in Italia del format Endemol, ha creato un ideale collegamento con la versione americana del gioco dei pacchi. Spunto molto interessante, nonostante la risibile discussione in studio sul nuovo corso del programma italiano - si è puntualizzato sullo sforo in prima serata, accanto allo sfondone di uno studente tra il pubblico che aveva dichiarato che i programmi dell'access prime time arrivano fino alle 21.40, sommato all'altro sfondone di Bernardini che pensava che Striscia e Affari Tuoi andassero in onda pure di domenica (ma Il Malloppo e Alda D'Eusanio non ti dicono niente?) - e le pochissime informazioni date in pasto al telespettatore. Per fortuna almeno ci hanno fornito una piccola clip di Deal Or No Deal, trasmesso sul canale americano NBC tutte le sere per un'ora a partire dalle ore 20.00. L'Affari Tuoi americano (ma va in onda pure su Channel4 in Inghilterra e su Seven in Australia) è servito. Ed è stata l'illuminazione.