sabato, 08 aprile 2006 | Permalink
Non so fino a quanto sia lecito spingersi, senza urtare la sensibilità ed arrecare danni nervosi allo telespettatore. Ma trovo veramente ripugnante - e perdonatemi se magari se non la penso come voi - trasmettere in diretta, dalle 14.55 su RaiUno, a cura del TG1, i funerali del piccolo Tommaso Onofri. Pensavamo che, dopo la tragedia che aveva colto non soltanto la famiglia, ma indirettamente anche tutti noi, le telecamere via via si fossero spente, anche lentamente. E invece, oltre ai collegamenti maledetti che riempiono ogni trasmissione che si dichiari minimamente informativa, ci ritroviamo pure a dover assistere ad una sacrilega rappresentazione filmica di quel dolore che doveva rimanere integro e intimo. Forse è fin troppo l'affetto dei compaesani degli Onofri, giunti per l'ultimo saluto. La telecamera no, è decisamente fuori luogo. Eppure l'avevano usata pure per documentare le fasi del matrimonio di Ilary e Totti, evento da consegnare alla storia per la sua spensieratezza, oppure per i solenni funerali di Stato, dove è d'obbligo lo sguardo istituzionale della macchina da presa. Ma qui siamo di fronte ad una vicenda personale, ancora racchiusa nella fulgida tenerezza di una vita tolta dal mondo. Urge ancora più rispetto. Intanto Repubblica.it è già immersa in una diretta web inutile, che aggiorna la situazione del funerale, stilando cronologicamente le performance dei partecipanti nella cattedrale di Parma. Forse i media questa volta hanno esagerato. Davvero.
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