Avevamo parlato dell'indiscrezione trapelata che voleva la seconda edizione di Distraction, prevista per ottobre su Italia 1, ancora in bilico per le volontà non rese ancora pubbliche - o meglio, palesi - del conduttore, Teo Mammucari. L'irriverente padrone di casa in Cultura Moderna, infatti, dovrebbe tornare con la banda di Antonio Ricci in autunno ogni domenica sera con il gioco che ha appassionato l'Italia estiva, succedendo così a Striscia, che già l'anno scorso aveva sperimentato con successo pure la collocazione domenicale.
Pare però che Antonio Ricci abbia messo il veto sul nome di Teo Mammucari, come se si trattasse di un rapporto in esclusiva. Sembra che sia stato così allertato Enrico Papi, ritornato ai fasti din un tempo spalleggiando Federica Panicucci nel reality La Pupa & Il Secchione, ma l'ex padrone di Sarabanda non sembrerebbe gradire il ruolo di sostituto di Mammucari nel programma più dissacrante che la storia televisiva ricordi. E ne ha ben donde, essendo una trasmissione cucita apposta sull'irriverenza sfrontata del popolare conduttore.
In realtà, Teo Mammucari pare abbia le idee molto chiare. Al settimanale Visto in edicola dichiara: «Distraction si è rivelato un programma molto importante e non mancherà di catturare pubblico anche nella seconda e ancor più singolare edizione», confermando la sua immancabile presenza al timone del programma. La candidatura indiretta di Enrico Papi, d'altronde, è comunque vanificata dall'impegno di La Pupa & Il Secchione, che lo terrà occupato ancora per parecchie settimane. E francamente, l'ipotetico diktat di patron Ricci non trova minime conferme.
Dagospia ci azzecca sempre, o arriva sempre prima di tutti. Ormai un mese fa aveva indicato Antonella Clerici come sostituta di Pupo al timone del game-show più discusso degli ultimi anni, Affari Tuoi. Solo che il motivo azzardato era l'andamento basso di ascolti (Affari Tuoi, da fine gennaio, le ha sempre prese da Striscia La Notizia e da Greggio, sostenuto prima da Michelle Hunziker e poi da Franco Neri). Alla fine sembra che l'arte del sopruso abbia fatto spazio alla più semplice realtà: Pupo è costretto a lasciare il tavolo di legno per portare avanti il suo tour musicale prima In Ucraina, poi in Russia e in Canada, e lo spettacolo teatrale "Il Grande Croupier", ergo serve una sostituzione. E fa ridere che il nome del suo erede sia piombato in un battibaleno, mentre per tutta l'estate il gioco di RaiUno sembrava destinato a rimanere senza un padrone, immerso in un balletto di nomination che coinvolgeva Fazio e Teocoli tra i più quotati. E così è la cara Antonellina la nuova padrona, una sferzata di rosa ad una trasmissione goliardica ma alquanto sadica, sicuramente lontana da Il Treno Dei Desideri, show che la Clerici ha condotto fino a qualche settimana fa, immersa in un'aurea fiabesca da Mille E Una Notte, una bella visione incantata, diametralmente opposta sia alla gustosa crudeltà dell'Infame dei pacchi, sia alla risatina pro-bambini al ritmo de Le Tagliatelle Di Nonna Pina a mezzagiorno ne La Prova Del Cuoco.
In un'intervista a Il Giornale, apprendiamo le prime incredule indiscrezioni della scenografia che vedrà Antonella al proprio centro: pacchi tinti di rosa e scrivania a forma di diamante. Essì, è il potere delle donne. Un potere che sconfina nella modificazione del format tradizionale, visto che nessuna donna si è mai avvicendata alla conduzione dei pacchi nel mondo intero. Modificazione che naturalmente inficia nel dna stesso della trasmissione, che dovrebbe avere un taglio più sobrio, personalmente glamour e dai toni fucsia, ergo perderà la connotazione originaria. La stessa Antonella svela i particolari: «Priviligerò più il rapporto umano con i concorrenti che la suspence delle scommesse. Non conosco l'arte del bluff e non ho la verve né di Paolo Bonolis, né di Enzo Ghinazzi». E tutto questo è estremamente incoraggiante: per la serie come snaturare un game-show di successo. Lo ridurremo ad un talk-show con i pacchi di contorno, lo ridurremo ad un quiz introspettivo, in cui vince la tenerezza e il supporto psicologico?
A volte i format una volta arrivati in Italia vengono riarrangiati, a volte anche maldestramente (esempio lampante e più attuale, il Distraction di Teo Mammucari); altre volte un format incontra un'evoluzione artificiale, che cerca di contemplare nuove strade e ulteriori dimensioni. E non sempre riuscendovi. Altre volte, invece, il format si riproduce indiscriminato assumendo nuove varianti ma mantenendo la stessa struttura ossea: è il caso de Il Treno Dei Desideri, programma (liberamente?) ispirato a Sogni di Raffaella Carrà - anche se la Endemol ne ha di cuor suo rivendicato la paternità - che dovrebbe ritornare per una seconda edizione. Sull'argomento, la Clerici, stuzzicata, non cede alla provocazione e ammette con tenerezza: «Ma io l'ho detto subito che il mio Treno era ripreso da Sogni. E poi Raffa è il mio idolo, la mia icona, la mia maestra». Captatio benevolentiae, evviva. Magari dalla Raffa può ereditare la purezza del vestire, visto che l'Antonellina ha già prenotato nastri e fiocchi da esibire. Il mondo delle fiabe contro la saccenza sadica dell'Infame. Ma non bastava Alda D'Eusanio?