giovedì, 31 maggio 2007 | Permalink
Preparatevi al ritorno di Teo Mammucari su Italia 1 al timone della terza edizione di Distraction. Dopo la poco esaltante verve di Enrico Papi.
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categorie: italia 1, teo mammucari, distraction, visioni flash, enrico papi

mercoledì, 30 maggio 2007 | Permalink

Non è per portare scarogna. Ma Amadeus sta lentamente avviandosi a festeggiare con meritato successo il secondo flop consecutivo della sua aberrante avventura su Canale 5. Il suo iperbolico quiz 1 Contro 100 non va oltre il 20% di share - martedì sera ha toccato il rischioso 18% -, il che non è che un misero gruppetto di briciole rispetto al puntuale 30% e rotti de L'Eredità, costante osso duro dell'avversario RaiUno. Formula Segreta andava molto peggio, e infatti rasentava clamorosamente il 14% di share prima di essere spintonato a forza verso l'uscita dal sostituto e raffazzonato Fattore C di Paolino Bonolis, ulteriore flop mitigato. Però, neppure con una carriola carica di entusiasmo e buoni propositi, il buon vecchio Amadeus, nella seconda occasione gentilmente concessagli, riesce ad annusare le vette d'ascolto garantite dal predecessore Gerry Scotti, che gli ha concesso il preserale che fu de il Milionario.

A Mediaset pare siano tutti tranquilli. Anche perchè 1 Contro 100 sarà un fardello - pesante o no - da trascinare per tutta l'estate, quando poi si sfiderà, dalla prossima settimana, con il nuovo preserale di RaiUno condotto da Pupo, che manderà in vacanza L'Eredità. Magari i dirigenti di Cologno Monzese aspettano di veder sgattaiolare via il game show di Carlo Conti per tirare definitivamente le somme, nell'eventualità che il gioco di Amadeus non decolli neppure con il più ostico avversario fuori di torno.

Intanto si registrano sconsolati i primi malumori del Muro. Per quelli di Piersilvio c'è ancora (poco) tempo.

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categorie: mediaset, amadeus, canale 5, preserale, 1 contro 100

mercoledì, 30 maggio 2007 | Permalink

La situazione si fa sospettosamente sintomatica. Il TG1 by Gianni Riotta ha improvvisamente decurtato il peso della cronaca nera all'interno del telegiornale. A tutto vantaggio, è scontato, del mattone politico che non manca mai di sorbirci ad ogni cena in compagnia della tv. Prima vengono i politici, i loro screzi, le loro dichiarazioni patinate, le loro viscide argomentazioni snocciolate fissando come star blasonate la telecamera che li riprende assuefatta. Poi viene tutto il resto. Soprattutto le vicende di cronaca interna che dovrebbero ritagliarsi, senza chiederlo, uno spazio immediato ed onesto in un resoconto informativo di punta, come quello proposto da RaiUno.

In occasione dell'occupazione di un pullman nel Torinese ad opera di un gruppo di albanesi, il TG1 fornì, in apertura di telegiornale, un solo striminzito servizio, un paio di minuti scarso e poi linea immediata alle consuete diatribe politiche. Così fece pure il TG3, che va in onda un'ora prima ma che di certo non si sottrae al fascino ammaliante di sentire quello che si dice al Palazzo. La concorrenza, invece, ha offerto una copertura dell'evento assolutamente puntuale, senza ridicolarizzare i giornalisti inviati sul posto. Il TG5, e prima addirittura Studio Aperto, ha dedicato alla vicenda due servizi ed un collegamento in diretta. E soltanto in un secondo momento ha dato spazio alla politica. Il tutto ha provocato in me profondo turbamento, sull'importanza che i direttori danno alle notizie che vagliano di continuo.

Magari per il tg di Riotta (nella foto) si sarà trattato di un flebile caso. E invece il malefatto si ripete ieri. Quando nel pomeriggio viene arrestato il marito della donna incinta uccisa nel Perugino. La notizia è quindi freschissima e meritevole di un collegamento in diretta, vista la risonanza che la vicenda ha avuto nei media. Ma non diciamo sciocchezze. Riotta apre con i commenti post-elettorali, le menate di Napolitano, e solo in mezzo al sommario fa capolino il titolo dell'arresto di Roberto Spaccino, al quale poi il tg dedicherà due servizi, ma dopo una decina di minuti passati ad ascoltare le inutili elucubrazione di vincitori e vinti all'indomani della tornata elettorale amministrativa. Nuovamente, il TG5 apre l'edizione serale con estrema puntualità dedicandosi all'arresto di Spaccino, ampi servizi e approfondimenti. Carlito Rossella sarà pure il direttore col pallino del gossip, ma non gli si può non riconoscere la grande tempestività quando si deve trattare di cronaca nera. Il TG1, che è ancora - e di gran lunga! - il telegiornale più visto la sera, invece non può rinunciare alle cavolate della politica.

E per fortuna che a Riotta non telefonano i politici per raccomandarsi le proprie furbesche comparsate, no no. Gianpaolo Pansa (foto) quando parlava di lottizzazione del tg magari esagerava. Ma non servono analisi approfondite per accorgersi che il TG1 stia maldestramente incespicando nell'importanza da dare all'informazione. Più importante sapere cosa freghi a Russo Spena se domani gli taglieranno lo stipendio. Notizie vitali, insomma.

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categorie: , rai , tg1 , gianni riotta

venerdì, 25 maggio 2007 | Permalink

Dopo l' edizione 2006 decisamente improduttiva e dai possibili risvolti drammatici, il Festivalbar ci riprova nel 2007, cercando magari di fare una miglior figura. Questa volta non ci sono più alibi, nessun evento sportivo di rilievo: le condizioni ci sono per tentare la risalita. Quest'anno Italia 1 punterà per la sua solita kermesse canora estiva su Vanessa Incontrada, dopo i suoi ultimi tentennii che ne fecero vacillare la candidatura, permettendo all'altra papabile conduttrice, Elena Santarelli, di proporsi come esuberante presenza femminile. Vinti dunque i dubbi, sostanzialmente ancorati al prossimo ritorno della showgirl spagnola sul palco di Zelig dopo l'anno di pausa su Canale 5. Sulla spalla maschile c'è ancora incertezza, ma a scuotere gli animi ci pensano le anticipazioni trapelate sulla manifestazione, che prevedono anche l'arrivo di Riccardo Scamarcio, scelto non a caso per infuocare i cuori del pubblico teenager, da sempre zoccolo duro della trasmissione. Sperando che non scompaiano di colpi i cantanti.

Prosegue invece il periodo d'oro di Michela Coppa, ex letterina e valletta di Gerry Scotti nelle ultime due edizioni de La Corrida. Per lei, MTV ha fatto follie, promettendole la conduzione di TRL - Total Request Live, la storica trasmissione musicale del canale Telecom, che non potrà più contare dell'apporto di Giorgia Surina (ora impegnata a Love Bugs 3 con Emilio Solfrizzi), dopo una stagione consegnata in solitario ad Alessandro Cattelan. In realtà, prima del grande salto, la Coppa sperimenterà il TRL Tour itinerante per conformarsi a nuove attitudini - di fronte non avrà gli anzianotti arzilli del sabato di Canale 5 ma i giovanotti impazienti di MTV - e poi salirà al comando del programma da anni condotto da Milano. Facendo morire d'invidia le altre pretendenti allo scettro, Elisabetta Canalis (alquanto poco indicata) e Silvia Hsieh, già volto giovanile a Top Of The Pops con Daniele Bossari su Italia 1. I maldicenti hanno già colpito, facendo leva su una presunta scaramuccia tra la conduttrice uscente e quella presunta («è sembrato che criticassi Giorgia, ma è falso, ho solo detto che cercherò di toccare corde diverse dalle sue» ha però poi precisato Michela al settimanale Visto) - sarà colpa delle troppe ultime copertine? Ma diatribe a parte - solite invidie femminee - l'estate sarà tutta tinta di donna. Almeno in tv le quote rosa resistono, e difatti nessuno si lamenta, anzi.


giovedì, 24 maggio 2007 | Permalink

Non le abbiamo viste ancora tutte. Dopo i reality-show declinati all'inverosimile, venne il tempo della moltiplicazione forsennata delle sit-com a camera fissa. Dapprima fu Camerà Cafè, delizioso collage di siparietti che sdoganarono il nuovo sistema di ripresa. Ora divenuto preda di qualsiasi produzione del genere che si rispetti. Venne Cotti & Mangiati su RaiUno, flop senza remore che però almeno lanciò Flavio Insinna, dovrebbero arrivare altri progetti rimasti però ancora nel cassetto. Arriverà a breve, nel weekend di RaiTre, la nuova scommessa Rai, pronta a sostituire il talk-show di Fabio Fazio, Che Tempo Che Fa, che con orgoglio si appresta a fare le valige per le meritate vacanze. Si tratta di Colpi Di Sole, ennesima sit-com che si preannuncia a telecamera fissa - almeno stando a quanto mostrano i promo in onda sulla terza rete Rai - destinata a rimpolpare la fascia dell'access-prime time, dal 3 giugno alle 20.20, probabilmente per tutta l'estate. L'ambientazione, ovvero una delle poche rimaste, dopo aerei, uffici, cucina, toilette, sarà un salone di parrucchiere per signore, luogo per eccellenza del becero gossip tra una messimpiega e un bigodino arruffato.

Ad orchestrare i flussi del pettegolezzo, suffragando così le solite ovvietà da stereotipo, ci sarà l'immancabile coffeur/proprietario del locale dichiaratamente gay, Rocco - interpretato da Paolo Giovannucci, nome alquanto sconosciuto - che dovrà tenere a bada un esercito di signore facoltose e poco incline al silenzio, tra una chiacchera e l'altra con Manuel Casella, che interpreta il barista del bar a fianco del salone di bellezza e che duiventerà presenza costante delle conversazioni delle clienti. Per l'ex naufrago dell'Isola Dei Famosi, fidanzato di Amanda Lear, sarà l'ennesima occasione di farsi notare, dopo le ultime apparizioni come inviato del reality La Sposa Perfetta, attualmente in onda su RaiDue. Insieme a Casella, pare sia confermata la partecipazione a uno o più episodi di Luciana Littizzetto (nella foto), che per fortuna raddrizzerà con la sua surreale comicità un menabò che non sembra offrire pregevoli spunti per ridere e sdrammatizzare, ma anzi agita il rischio di amplificare le banalità: il coiffeur Rocco proverà attrazione per una ragazza, che naturalmente gli scombussolerà la vita, come nella migliore tradizione. L'elemento omosessuale è ormai divenuto una presenza costante nelle fiction italiane: stavolta l'hanno conficcato nell'ambiente gay-friendly più consono, un salone per parrucchiere, sperando che non affoghi negli immancabili gridolini da diva che dipingono le macchiette da baraccone.

RaiTre ha già nella memoria il flop di Buttafuori, sit-com che ha vissuto in un profondo anonimato, prima di essere coccolata dalle televisioni estere, che l'hanno molto apprezzato. Non gioverà alla causa neppure la collocazione nel fine settimana, tradizionalmente portatrice di un bacino di pubblico più limitato. Ma la scanzonatura del progetto mi fa stranamente pensare positivo. Il che è abbastanza raro.

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categorie: rai , sit-com, raitre, televedremo, colpi di sole, paolo giovannucci

giovedì, 24 maggio 2007 | Permalink

Per fortuna che c'è qualcuno che ridimensiona gli arroganti toni trionfalistici di Repubblica. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ieri ha dedicato un pomposo articolo al presunto - ma per molti già scontato - ritorno su RaiUno di Roberto Benigni, persona che non ho mai stimato alla follia. L'occasione è ghiotta: ai piani alti di Viale Mazzini sembra prendere corpo la missione culturale lanciata dal direttore generale Cappon, che spingeva per un servizio pubblico che dedicasse approfondimenti e appuntamenti ameni. Si parlava anche del Benigni dantesco sulla prima rete, a guerreggiare con Bruno Vespa in seconda serata. Ed eccolo qua, allora, il folletto toscano, destinato ad esordire a settembre prossimo in prima serata con uno spettacolo unico da 90 minuti, che pare la Rai abbia acconsentito a madare in onda senza interruzioni pubblicitarie, limitate prima e dopo la trasmissione. Un trattamento di super favore, sufficiente già di per sè a far arricciare il naso ai più. Oltre allo spettacolo, ci sarà spazio per Benigni anche in seconda serata, per dodici appuntamenti, tra dicembre e febbraio, ricavati dagli spezzoni della sua tournée e dedicati alle disquisizioni sulla Divina Commedia, che furbescamente l'artista toscano ha scodellato per l'Italia, mischiandola con la putridità delle vicende politiche che fanno sempre ridere, ottenendo applausi alquanto ingiustificati. Ora tassativa di inizio, le 23.20, di giovedì, "quando la Prima Rete proponeva anche Celentano", come a prefigurare un immaginario filo che leghi i due, tradizionali roccaforti di polemiche raffinate verso chiunque. Naturalmente, lo sbarco di Benigni farà fuori una delle quattro serate di Porta A Porta, come previsto da tempo, ma Bruno Vespa non ha avuto ancora il tempo di far posto al neo-coinquilino della seconda serata, impegnato nella diatriba Rai International, il cui direttore Badaloni ha eliminato dal palinsesto riservato aglli abbonati residenti all'estero tre delle quattro serate tradizionali.

Di fronte a cotanta allegria per il ritorno di Benigni, adeguatamente sprizzata dal giornalista Aldo Fontanarosa, è Simonetta Robiony dalle colonne de La Stampa a ridimensionare l'eccessivo entusiasmo. Facendo leva sull'unico, importante elemento ben omesso fino ad ora: la questione economica. E' Maurizio Gasparri a sparare le prime cifre: alla Rai Benigni costerebbe 8 milioni di euro, distribuiti in 2 milioni e mezzo per lo spettacolo one-shot e e 4 milioni e 800 mila per le 12 seconde serate. Alla faccia del ritorno in pompa magna. Che non sarebbe neppure disprezzabile, ma si dà il caso che Sanremo 2007 soffri il rischio di un budget minimizzato dopo le direttive del ministro Nicolais: basta compensi stellari, diamine. Ma alla fine eccoti il lasciapassare e il terrore finì. Ma se Sanremo è pur sempre Sanremo, e Sanremo must go on, non si capisce perchè l'affaire Benigni sia diventato qualcosa di irrinunciabile, come se ci fosse soltanto lui abile a capeggiare la missione culturale voluta da Cappon (nella foto). E allora l'unico motivo è quello sussurrato dal dio Auditel: che vuoi che siano i milioni, se Benigni ci garantisce entrate pubblicitarie elevate e ascolti record (vi ricordate nel 2002 lo spettacolo L'Ultimo Del Paradiso, con 13 milioni di telespettatori?). Intanto la palla passa al cda, che dovrà vagliare la proposta di contratto, e scontata appare la frattura tra i consiglieri di destra e di sinistra. Ma sembra abbastanza improbabile che la Rai si privi di quel mattatore che sarà pur controverso, ma anche una necessaria garanzia di successo, quanto basta per rinsavire un'azienda depressa da una colonna drammatica di flop improvvisi.

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categorie: rai , roberto benigni, raiuno, visioni flash

martedì, 22 maggio 2007 | Permalink

Nessuna delle due oggi avrebbe tanto da ridere. Da una parte c'è la Rai, alacremente deturpata dagli ultimi sonanti flop a grappolo (dalla Ventura a Funari) insieme al caos ai vertici dell'azienda. Dall'altra c'è Mediaset, che assiste inerme ad un progressivo disaffezionamento del pubblico verso le proprie fiction dopo aver constatato innesti non felici (1, 2, 3... Stalla! e l'attuale Amadeus), nonostante la recente acquisizione del colosso Endemol. Ma tra le due contendenti generaliste, è il gruppo del Biscione a respirare ancora con ottimismo, specialmente osservando i risultati del primo anno di vita di Mediaset Premium, per il momento unica consolazione di una stagione decisamente povera di sussulti. Lasciando da parte il mero dato (quasi tre milioni di tessere prepagare acquistate, e ricaricate oltre sette milioni di volte), è particolarmente interessante vedere come l'azienda di Cologno Monzese continui con orgoglio a battere la strada del digitale terrestre, tecnologia sulla quale pare ancora si celi profonda indifferenza.

Il futuro di Mediaset Premium si prefigura succoso. Punti fermi rimarranno cinema e serie tv, filoni irrobustiti con gli ultimi film campioni di incassi e i serial americani in esclusiva che finalmente iniziano meritatamente a carburare anche nel palinsesto tradizionale. Lo sport rimarrà un elemento prezioso del bouquet, nonostante risultati non esaltanti sulla piattaforma generalista, anche a causa di un interessamente più tenue degli affezionati al campionato, complice, causa Calciopoli, assenze eccellenti come la Juventus e giustificate da penalizzazioni (Milan). I diritti della Serie A rimarranno così come da contratto anche per la prossima stagione 2007/2008 - neopromosse comprese - e a questi si aggiungerà il rinnovo della Champion's League, mantenuta sul digitale mentre la visione in chiaro è preda della Rai, che si avvia a concludere la prima annata con i diritti della massima manifestazione europea. Ma il prossimo campionato potrebbe riservare sorprese allettanti. A Mediaset gioca in casa il trio Gialappa's: i dirigenti dell'azienda stanno già pensando, dopo il successo ottenuto con Sky Dire Mondiali quest'estate per seguire l'avventura azzurra in Germania, di avvalersi delle loro dissacranti telecronache per ravvivare anche quei tifosi più devoti alla sdrammatizzazione delle partite. Il tutto attraverso un doppio audio, che prevederà naturalmente anche il commento istituzionale, come già accade da un anno a questa parte.

Che Sky fosse continuamente nel mirino di Mediaset, perlomeno in veste di avversario, era cosa nota. Ora pare che a Cologno siano impegnati a studiare il lancio di una vera e propria tv a pagamento, una pay-tv composta da 8-10 canali attraverso il digitale terrestre, pronta ad ostacolare il colosso di Rupert Murdoch. Un progetto ambizioso e affascinante che sta delineando i prossimi, possibili e avvincenti scenari.

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categorie: mediaset, mediaset premium

martedì, 22 maggio 2007 | Permalink

Finalmente, era ora. Sky si è riappropriata del campionato mondiale di Formula 1. Aveva praticamente tutti gli sport, dal calcio in esclusiva al tiro al piattello. Mancava solo l'automobilismo: da oggi il ritorno al gran completo sul satellite. Contratto da 15 milioni a stagione per 3 anni, Bernie Ecclestone sorridente dopo l'ennesima firma strappata ai magnati catodici, e tifosi incalliti fìnalmente pronti a gustarsi totalmente il Mondiale di Formula 1. Che sarebbe già nelle mani della Rai, o meglio lo è stato sempre, e soprattutto dal 2002 senza alternative. Cinque lunghi anni trascorsi dalla nascita di Sky, sulle ceneri di D+, che era riuscito a trasmettere il Mondiale attraverso tutte le migliorie possibili, dal canale mosaico - indimenticabile - ai canali diversificati per inquadratura, compreso quello dedicato solo ai dati e al cronometraggio. Poi l'arrivo di Murdoch e diritti volatilizzati, con annessa delusione del sottoscritto che si sarebbe volentieri abbonato di corsa a Sky se avesse potuto usufruire della Formula 1. Ora si può.

Dicono che alla Rai non si scompongono più di tanto. L'interesse di Sky era ben noto da alcuni mesi, le trattative procedevano senza ingorghi e il contratto si sarebbe fatto. Alla Rai va bene così: trasmissioni di approfondimento - un paio, però, non di più, e non si capisce perchè -, qualifiche e gara in diretta, con un entusiasmo risibile. Mancano le prove libere, mai trasmesse dalla tv di stato nonostante fossero incluse nel pacchetto dei diritti acquistati. Un mistero totale: neppure un misero riassunto a tarda notte, come fa Italia 1 con il Motomondiale, un trattamento incomprensibile. Le trasmissioni di approfondimento sono ormai stantie, senza un briciolo di dinamicità, gli opinionisti hanno fatto il loro tempo, lo studio è sempre più sganciato dalla praticità, orgogliosamente assuefatto di grafiche 3d e scenografie stellari che non servono a nulla, spesso le dirette dei gp viaggiano da una rete all'altra, pena il disorientamento totale di chi se li registra. Rimangono giusto i telecronisti e i commentatori/giornalisti, ottimi professionisti all'occorrenza polispecialisti che però vengono risucchiati dal clima di maretta generale che sembra concedere a questo avvenimento sportivo, dall'ascolto mostruoso, non tutta l'importanza che meriterebbe - giusto per dirne una, il calcio rimane l'unico motivo di interesse, ma non c'è mica solo quello.

Sky rispolvera così le vecchie maniere, facendo contenti gli appassionati puri che non si accontentano di un'offerta Rai così striminzita. Già annunciati un canale in 16:9 - ok, ma noi aspettiamo altre novità -, e la preminenza del canale Sky Sport 2 (la Formula 1 farà parte del pacchetto Sport, disponibile senza costi aggiuntivi) mentre c'è ancora incertezza sul pacchetto dei giornalisti coinvolti nell'avventura, che coprirà così un'estate piuttosto magra di eventi sportivi di rilievo - Sky pare prorio aver puntato sulla Formula 1 anche per mantenere l'interesse su di essa in un periodo non così attrattivo. Visto che si partirà però giovedì con le prove libere del Gran Premio di Monaco, e via per i restanti 13 Gran Premi più altre due stagioni, a Montecarlo troveremo il telecronista Paolo Leopizzi, in attesa che a fiancheggiarlo arrivino Guido Schittone (nella foto), ex redazione sportiva Mediaset e Nuvolari, e come commentatore, il collaudatore della Ferrari Marc Genè. Ma alla fine l'importante sarà riacquistare quel ben di Dio sfornato a suo tempo da D+, che Sky dovrebbe ereditare, esulandoci da sorprese dell'ultimo minuto.

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