Anche le riviste specializzate e i giornali di televisione iniziano a parlare, finalmente, della sostituzione di Teo Mammucari con Enrico Papi a Distraction, il dissacrante gioco di Italia 1 atteso per novembre su Italia 1. Il settimanale Chi, che come al solito diffonde le proprie chicche di gossip anticipatamente sul sito Dagospia, rileva come il conduttore de La Pupa E Il Secchione sia stato assegnato al programma più temuto dal Moige, che aveva fatto le fortune dell'autunno di Italia 1. Inoltre vengono suffragati i rumors che volevano due Pupe a fianco di Papi. Sarano Silvia Abbate, la sosia di Paris Hilton, e Loredana Damato, le due presenze femminili della trasmissione.
Un nostro lettore intanto prefigura un interessante scenario dietro il cambiamento di maglia alla conduzione di Distraction: il programma sarebbe una sorta di risarcimento a Papi per il trasloco della seconda edizione de La Pupa E Il Secchione da Italia 1 a Canale 5 (passaggi non inusuali, poichè Tiraboschi cedette sia Zelig sia la Gialappa's e Mai Dire GF e Figli alla rete ammiraglia, con risultati non sempre indimenticabili), visto che a condurlo pare sarà Paolo Bonolis, che finora su Canale 5 non ne ha ancora imbroccata una buona e giusta. Se davvero questo progetto si realizzerà, non è dato ancora sapere il destino di Federica Panicucci: potrebbe essere confermata al fianco di Bonolis, ma nulla si sa. E lei, di fronte ad un'ipotetica prospettiva di cambiamento di rete del programma che l'ha fatta resuscitare dopo la morte decretata dal flop di Comedy Club, per ora dice sibillina: «Se fai un buon lavoro e tutto funziona per il meglio, se sei stimato, la rete che ti ospita non fa differenza». A meno che non si sostituiscano i conduttori. Ma alla fine Federica potrebbe coabitare con Paolino Bonolis: un'accoppiata tutta targata Lucio Presta. Alla fine è proprio lui a comandare le strategie attuali a Mediaset...
Dai che forse qualcosa si muove. I telefilm in giacenza su RaiDue finalmente sembrano sgranchirsi le gambe: saranno destinati ad un uso immediato? Il primo pacco rimane ancora nell'angolino: Everybody Hates Chris non spunta ancora all'orizzonte del palinsesto, e rimane in condizione di anonimato generalista. Mentre sulla seconda stagione di Desperate Housewives emergono le prime indiscrezioni: secondo quanto afferma il sito specializzato SerialIt, RaiDue avrebbe in mente di spararsi tutta la stagione a ritmo di quattro puntate a serata, a novembre, per anticipare la messa sul mercato, il 1° dicembre, del cofanetto con i 7 dvd da collezione della serie, che ripercorre la seconda trance di episodi. Per evitare così il rischio di bruciarsi tutti gli affezionati ansimanti delle nuove puntate, quelli di RaiDue punterebbero su una messa in onda lampo. Ma nulla è ancora confermato, anzi: sono soltanto supposizioni. Fatto sta che la serata del lunedì è ancora sguarnita (Navy N.C.I.S. avrebbe dovuto sostituire la floppante Alba Parietti e il Wild West): ergo non si sa che cosa freni la soddisfazione dei tanti appassionati, costretti ad un continuo e prorogabile rimpallo di tempo.
Ma la sorpresa più eclatante riguarda il pacco meno atteso perchè più improbabile da ricevere: il telefilm Weeds. Voci volevano l'irriverente serie americana (mandata in onda sul canale Showtime) acquisita da RaiDue tempo fa, ma poi improvvisamente scomparsa dalle strategie di palinsesto, forse per i contenuti troppo forti e anticonformisti che hanno fatto di Weeds l'ideale opposto del glamour thriller delle Casalinghe Disperate. Ora, invece, con clamore zero, ecco che ti spunta Weeds: in tarda notte, a partire da domani sera, dopo l'estenuante Isola dei Famosi, intorno a 00.40. Un solo episodio a settimana, non si sa fino a quando e soprattutto se la conferma in terza serata durerà. Perlomeno il Moige e i bimbi a quell'ora dormono e avranno così ben poco da essere turbati. Ma se l'orario presuppone comodamente lo sdoganamento di qualsiasi contenuto usufruibile dal pubblico tv, contemporaneamente ne rende la visione adatta ai sonnambuli. Ma un sacrificio è pur richiesto: a patto, naturalmente, che RaiDue mantenga le promesse. Senza essere di nuovo scombussolata dalle tempeste di palinsesto.
Ammetto, sbeffeggiando la mia puntigliosa ignoranza, di non aver carpito, fin nei profondi appigli tecnici, il disegno di legge del sistema radio-televisivo proposto dal Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Scanso, sudando, tutte le critiche e le esternazioni delle due opposte fazioni che, coerentemente, si impegnano sempre a portare acqua al proprio mulino (anche se non sempre si accorgono che si ritrovano pale rotte) e alla fine ho capito con certezza soltanto una cosa: un canale Rai, uno Mediaset e uno Telecom devono, entro 15 mesi dall'approvazione della legge, fare le valige e spostarsi in toto nel digitale terrestre. Gentiloni vuole smantellare il supposto duopolio Rai-Mediaset, vuole far emergere nuovi soggetti, vuole dare loro la possibilità di giocarsi sul campo le proprie prospettive. Via un canale a testa, si libereranno preziose frequenze da rinviare al mercato. Così qualcun altro potrà finalmente trasmettere.
Ora. Entro il 2012, l'intera attuale tivù generalista si dovrà spostare nel digitale terrestre. Sistema che offre una tonnellata di frequenze e che favorirà spontaneamente un succoso ventaglio di possibilità di programmazione. Ammesso che entro il 2007 Rete 4 e RaiTre (o RaiDue, visto che a Viale Mazzini sono tuttora profondamente indecisi su quale rete spedire al digitale terrestre) debbano necessariamente partire, in cinque anni quale sarebbe il vantaggio di un nuovo polo che sostituirebbe lo spazio lasciato vuoto dai suddetti canali cacciati? In cinque anni riuscirebbe con successo ad affermarsi? Ma se poi tanto nel 2012 cambierà il campo della partita, tutti dirottati sul digitale terrestre? Quando Gentiloni parla di pluralismo, di che diavolo disquisisce? Certo, poi c'è l'affaire pubblicità, c'è la spina dell'Auditel, tutte materie da analizzare con puntigliosa precisione. Mediaset è già saltata dalla sedia (Emilio Fede sta già maledicendo i comunisti), anche perchè già vede imminente una prosperosa riduzione degli introiti pubblicitari. La Rai ancora sta alla finestra e anzi attende direttive per la sua autoregolamentazione interna.
Ad ogni modo, rimane una televisione ancora incollata al mero dato monetario. Si vuole fare ascolti, anche la Rai, che con una mirabile faccia tosta via Cappon pretende un vistoso ritocco del canone annuale, ha già fatto tesoro del precetto che si campa con la pubblicità e che i soldini del canone si acquieta la voglia del pubblico di trasmissioni da servizio pubblico. Piuttosto che sbattersi la testa per lanciare reti nell'etere digitale, se riuscissero per primi a ritoccare il metodo Auditel sarebbe già buona cosa, visto che tutto è tarato sul sistema di misurazione dell'ascolto. Poi agiamo sulle idee. Perchè Gentiloni vorrà pur spezzare il presunto duopolio (profondamente negato da Landolfi), ma è perfettamente inutile far entrare nel campo televisivo nuove entità che in cinque anni annasperanno in un cocente anonimato, con la speranza, asintoticamente ridotta a zero, che tanto la televisione rimarrà non meno degradata di ora. Il problema, forse, sta propria da un'altra parte. Ma loro del governo dicono, da qualche parte toccherà pure iniziare.
Tra tutte le grane che a Cologno Monzese si sarebbero aspettati - magari una fiction seriale azzoppata, o film in prima visione col boom toppato causa satellite - quella del preserale è sicuramente la spina più dolorosa da rimuovere. E non basta soltanto saper armeggiare delicatamente le pinzette, perchè ultimamente Mediaset è molto suscettibile. Un po' come lo è il palinsesto di Canale 5 che, dopo aver rivoluzionato la settimana a causa dello sbarco al giovedì della fiction La Freccia Nera, continua a mugugnare di fronte alla terribile fascia preserale. In ordine, il Biscione ha fatto fuori il prode Amadeus, lo ha caparbiamente rimpiazzato con il Fattore C-opia di Paolo Bonolis. Ma il traino al TG5, nonostante sia leggermente aumentato in questi ultimi giorni, è tuttavia ancora risibile, la redazione giornalistica si è risentita, oltre che stufa di prendere mazzate costanti da quelli del TG1, ergo Bonolis è pronto a cancellarsi dal palinsesto. Decisione comunque prevista, visto che il suo game era a tempo, un mese e mezzo e via.
Però. Finito ottobre, che diavolo proporrà Mediaset al proprio pubblico, considerato anche che dalla parte nemica, Carlo Conti sta macinando record su record sul vascello fastoso de L'Eredità? Le soluzioni, scartando la fantomatica scelta Dr. House, sono due: Gerry Scotti o Amadeus. Soltanto che a Cologno non hanno ancora le idee chiare su quale dei due succederà all'ex re Mida della tv. Gerry Scotti fa sapere che prima di gennaio non si schioda dalla radio e dagli impegni di fiction, recuperando il vincente format Chi Vuol Essere Milionario?, che comunque Amadeus, nell'ultima edizione, aveva bastonato per benino quando era ancora su RaiUno. Però c'è chi insiste a dire che sarà comunque Gerry, che si è reso alla stampa devoto all'azienda, ad occupare il posto che sarà lasciato libero tra poco. Intanto Amadeus, comodo dal salotto domenicale di Maurizio Costanzo e accompagnato dall'amore Giovanna Civitillo - dai meriti innegabili per aver creato la prova finale di Formula Segreta! - fa sapere che a dicembre ritornerà su Canale 5 prima del TG5. Ma se allora Gerry riparte da gennaio, Amadeus che fa, un mese scarso e basta? E a parte il preserale, è mai possibile che nessun'anima pia proponga ad Amadeus qualcosina di diverso dal solito quiz? Forse perchè la stima è in picchiata?
Chi ci capisce qualcosa o chi ne sa di più degli inermi cialtroni da poltrona che si sorbiscono, senza potersi opporre, tonnellate di spostamenti di palinsesto, è caldamente invitato ad intervenire. Alla fine credo che toccherà al salvatore dell'azienda Gerry Scotti traghettare il preserale di Canale 5 al 2007, quando Amadeus, scontato l'inatteso flop autunnale, potrà tentare di rimettersi in gioco. Lui spera, come ha ribadito a Conversando, di realizzare un successo. Ma credo proprio che a Canale 5 ora basti fornire un traino decente al TG5 di Carlo Rossella. Un passo alla volta, per carità.
Pensavo fosse soltanto una delle tante notiziole a metà tra il falso e il faceto che le agenzie battono alla rinfusa. E invece me la ritrovo confermata dal settimanale Vita, che tratta le tematiche del no-profit. Finalmente scopriamo che diavolo ha in mente Giorgio Gori, il capo di Magnolia, per la primavera di RaiDue, relativamente a quel fantomatico reality psicologico annunciato alla vigilia del via all'Isola Dei Famosi. In cui i protagonisti saranno pazienti con le più svariate patologie psicologiche, dall'attacco di panico ai disturbi sessuali, rinchiusi a farsi curare nel Centro di terapia strategica di Arezzo. E' proprio il direttore Giorgio Nardone ad anticipare al settimanale i particolari di questa nuova scommessa televisiva - decisamente orripilante - che la Rai proporrà nel 2007. Visto che è quasi tutto definito.
Un gruppo sperimentale di 20 persone sarà filmato durante le sedute e durante i momenti di condivisione con altri pazienti del proprio tempo libero, mentre un altro gruppo di 20 malati, osservando le reazioni dei primi 20 e valutando i risultati delle cure loro somministrate, deciderà se farsi aggiustare gratuitamente. Nardone precisa: «Faremo ricerca in televisione secondo la prassi accademica: selezione, studio, analisi, terapia, gruppo sperimentale e gruppo di controllo». Il tutto felicemente esibito all'occhio magnetico della telecamera. E a quello del telespettatore, che è costretto a sorbirsi atti compulsivi ed ossessivi sui quali può anche sfuggire una risata. Cosa ne facciamo del rischio di una becera ridicolizzazione del malato? Nardone pregusta già l'apoteosi del successo tecnico: «Pensi a chi è malato di manie comportamentali ossessive e deve controllare la porta mille volte prima di addormentarsi, si sveglia nel sonno per accertarsi che sia chiusa e viene aiutato a correggersi e fare magari il contrario».
Ma è davvero necessaria la televisione per riabilitare un essere umano? Il mezzo televisivo è davvero così onnipotente da recuperare le anormalità stiracchiandone volontariamente alla visione del pubblico? Dove sta l'inganno? Magari il centro di Arezzo, ammesso che le cure fornite siano davvero miracolose, riceverebbe un'adeguata e succulenta promozione. Ma ci dimentichiamo, come al solito, che in ballo ci sono vite umane che si scontrano con l'occhio della tv e e quello malefico dei propri disturbi. Passi il voyeurismo goliardico, ma che ora ci si debba posizionare apposta per scrutare l'agonia dei malati mi pare francamente eccessivo. Che il reality sia allo sbando lo dimostra il costante parto di idee fuori luogo e prive di qualsiasi rispetto, anche se in America queste genialità non sono certo nuove. Ora si va ad intaccare la sfera più intima e privata, giustificando la mossa repentina con nobili fini. Il reality non cura, ma, spettacolarizzandola, svilisce la persona. Non è più un gioco, ma diventa una missione. In cui il cattivo gusto - e questa volta speriamo che i vari Moige, Aiart iniziano a sbandierare il proprio dissenso invece di bastonare programmi innocui - suona da solo alla porta di casa.
Mara Venier pare aver abboccato all'invito di Simona Ventura ad andare a spasso per l'America senza un quattrino e soprattutto senza un lussuoso albergo dove prenotare. Scontata la piccata rinuncia di Valeria Marini, che sembrava essere destinata, prima di aver preferito Circus, all'Isola della Mona, Simona Ventura ha allora assoldato la famosa scartata da Domenica In. Che evidentemente non vede l'ora di essere spiata dalle telecamere al seguito mentre si misura un fiammante paio di mocassini nuovi. Per ora, la diretta interessata non conferma nè smentisce, anche se i suoi collaboratori la definiscono entusiasta di questa nuova proposta. Insomma, la versione italiana di The Simple Life doveva essere fatta, e chissenefrega se la Marini s'è rivelata una salace voltagabbana, tanto noi c'abbiamo la Venier.
Lei, per ora, di tv non ne vuole sentire manco l'odore. Ripudiata da Del Noce, che le ha preferito la santissima Lorena Bianchetti in formato domenicale, ora si concentra sul maritino appena sposato e ad imparare la lingua inglese a Londra. Ma, benchè fonti confermano che manchi davvero poco alla firma del contratto che la legherebbe a questo reality on the road sulla seconda rete Rai, qualcuno si dimentica che la conduttrice è annoverata tra gli assi della scuderia del potente Lucio Presta, che questa stagione ha spostato tutti i propri burattini al circo Mediaset - dalla Panicucci alla Perego, passando per Bonolis. E il buon Presta, vista l'abitudine, pensa già di reinserire la Venier nelle fila Mediaset, per l'ennesimo ritorno a Cologno Monzese - che aveva lasciato qualche anno fa dopo alcune infelici apparizioni. Per lei, pare, sia pronto, chiavi in mano, il mattino di Canale 5, che ha bisogno di una lucidatina, dopo la moquette stesa da Maurizio Costanzo con Tutte Le Mattine. Il talk-show del Baffo, che inizialmente dava fastidio alla corazzata Unomattina, ne è poi finito risucchiato, e ora dopo le nove vanno in onda repliche o telefilm. Se ne riparlerà con ogni probabilità a gennaio (l'eventuale programma della Venier è destinato a partire a febbraio). Rimane questo reality con la Ventura, da collocarsi non si sa quando - in Rai sono piuttosto vaghi e non sembra proprio a breve termine. Ma che ne dice il protettore Lucio Presta?
Anche La Pupa E Il Secchione, il fortunato programma di Italia 1 condotto da Federica Panicucci (ripresasi dal flop di Comedy Club) e da Enrico Papi (che salirà anche al timone di Distraction), atterra tra le grinfie spietate dell'AIART, l'associazione di telespettatori di matrice cattolica che, per bocca del presidente Luca Borgomeo, è ormai abituata a sparare sentenze su ciò che passa il convento catodico. E noi ormai la conosciamo bene, visto che tempo fa si era già fatta sentire contro lo stesso Distraction e successivamente contro il montepremi in palio al Grande Fratello 7, finito fino all'ultimo centesimo nelle mani del vincitore Augusto De Megni.
Eccola, spiattellata, l'arguta accusa alla trasmissione della rete giovane di Mediaset: «Insulsaggini, volgarità ed assenza di un valido copione ne fanno un esempio di tv spazzatura. Non è certo uno spettacolo di qualità. Italia 1 continua a contraddistinguersi per programmi non certo edificanti, per lo più trasmessi in prima serata. Voler scandalizzare a tutti i costi, prendere dall'estero esempi negativi di televisione non fa certo bene alla qualità di quanto viene trasmesso sul piccolo schermo e il fatto che lo share sia stato del 17%, tenendo per buoni i dati Auditel, significa solo che una parte degli italiani, quando accende la tv, al tempo stesso spegne il cervello».
Ora. Ciò che l'universo umano non ha ancora assodato è quello che all'AIART aggrada. Sicuramente cultura, trasmissioni divulgative, musica classica e teatro. Ma chiunque sa bene che forgiare la tv soltanto attraverso questi spettacoli sia, paradossalmente, controproducente, poichè emargina naturalmente spettacoli e programmi volti a divertire lo spettatore. Missione intrapresa anche da La Pupa E Il Secchione. Che non è certo paragonabile ad un pomposo varietà vecchio stile, e che ovviamente non è figlio del Super Quark di Piero Angela. Quale scandalo allora cela questa trasmissione? La contrapposizione esuberante ed esasperata tra l'ignoranza patinata delle pupe e l'intelligenza anti-moda dei secchioni? Federica Panicucci ha affermato, in risposta a questa dicotomia voluta: «Partiamo dai luoghi comuni per superarli». Anche se bisogna proprio ammettere che, più che superarli, ci si gioca molto su. Ad ogni modo, parlare di scandalo è decisamente eccessivo. Ma all'AIART evidentemente non piacciono i programmi scanzonati. E da ora neppure quelli spizzicati dall'estero. L'ultima frase, che riguarda i dati Auditel, poteva essere formulata molto meglio, caro Borgomeo: gli italiani, accendendo la tv, spengono il cervello, perchè forse, dopo un'intensa giornata lavorativa, non hanno proprio voglia di dedicarsi ad esercizi di algebra, e preferisco puntare su uno show carino e simpaticamente grottesco che non per forza deve sminuire il telespettatore. Che non è mica fesso, come lo dipingete voi.
Pare manchi soltanto l'ufficialità, ma sarà davvero Enrico Papi a sostituire Teo Mammucari alla guida di Distraction, il fortunato programma di Italia 1 condotto nella passata stagione dall'ex padrone di casa di LIbero con ottimi ascolti. L'indiscrezione che avevamo raccolto è stata dunque confermata in pieno, e soprattutto viene ora ampiamente giustificata dai rumors che illustrano il nuovo scenario. Pare che sia stato il direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi a convincere personalmente il riluttante Enrico Papi che, dopo un'assenza volontaria dal video, interrotta grazie al successo raccolto insieme a Federica Panicucci con La Pupa E Il Secchione, ha deciso di fare le veci di Teo Mammucari. Come anticipato, il conduttore romano è stato messo sotto esclusiva da Antonio Ricci - che evidentemente in Mediaset ha davvero il potere di farlo! - mantenendo così la sua partecipazione al game Cultura Moderna, del quale è previsto una riproposizione domenicale nelle prossime settimane. Nonostante Teo avesse fatto capire di non dubitare della riconferma al timone di Distraction, distraendoci dalla notizia di una possibile chiusura del programma.
Enrico Papi non ci teneva proprio a fare il sostituto. Ma ha beccato un programmone di successo, La Pupa E Il Secchione, che ha contribuito a riportare in auge le sue indubbie qualità di conduttore, delle quali avevamo perse le tracce una volta scesa la saracinesca alla sua roccaforte Sarabanda, una delle icone della serata di Italia 1. Il nuovo impegno non si sovrapporrerà a quello attuale con le pupe e i secchioni, anzi, Distraction raddoppia: una prima serie di 8 puntate da novembre, e una seconda nella prossima primavera. Accanto a Papi a Distraction non è stata confermata Gabriela Barros, ma si vocifera che sarà proprio una delle Pupe ad accompagnarlo nella nuova avventura. Rimane soltanto un piccolo particolare: Mammucari è inimitabile nello sbeffeggiare i concorrenti e nel prendersi gioco di prove e casi umani. Riuscirà Enrico Papi a sostituirlo egregiamente oppure c'è davvero il rischio che uno dei successi - discussi - della scorsa stagione volga presto in un ineffabile declino? Teo sarebbe stato perfetto, senza dubbio.
Avanti il prossimo. Disarcionato l'appena assunto Amadeus, il preserale di Canale 5, divenuto inspiegabilmente malefico per i poveri dirigenti Mediaset, sta per mietere la seconda ed illustre vittima. Che porta il nome di Paolino Bonolis. Il suo Fattore C, smontato dalla domenica sera in tutta furia e rimontato alle 18.45 dal lunedì al sabato fa incomprensibilmente male. Male come chi l'aveva preceduto: uno scadente 16% di share medio, mentre laggiù, scavalacato il muro spinato, Carlo Conti se la ride quando prende a mazzate - a colpi di 28% di share - il suo diretto competitor, veleggiando verso il dominio assoluto con la rodata Eredità. Un nuovo fallimento per il re dei pacchi, che segue la cacciata aziendale da Serie A di un anno fa e la riduzione a una sola serata - rispetto alle due previste - a settimana de Il Senso Della Vita. Già, pure il tak-show che pochi mesi orsono raccoglieva buoni consensi sembra ora lasciare a piedi il Re Mida della tv italiana, tanto che rimane a galla soltanto al giovedì, mentre la seconda serata del lunedì viene data in pasto ai film - anche se, ufficialmente, si parla di impossibilità di coniugare in maniera esaustiva i due impegni sulla rete. Senza dimenticarci, poi, dell'azione legale della Rai contro Fattore C, accusato di essersi ispirato al famoso Affari Tuoi. Il Fattore Copia, dunque, pare avere le ore contate, anche se freneticamente l'entuourage del conduttore non tarda a smentire qualsiasi voce.
Ma nel caso Fattore C tiri giù forzatamente la serranda, non si tratterà semplicemente di sostituire il programma con un altro, bensì di piazzare in preserale una trasmissione che eviti di chiudere al 20% di share, al momento di dare la linea al TG5. Perchè ora pure quelli della testata giornalistica di Canale 5 si sbracciano, sono stufi di sgomitare come cani quando l'avversario TG1 sta raccogliendo i risultati migliori degli ultimi anni. Merito, indiscutibile, anche del forte traino dell'Eredità, che cede la linea al tg di Gianni Riotta al 33,47% di share. E proprio mentre quelli del TG1 gongolano diffondendo alla stampa note Auditel di ritrovata fiducia, quelli del TG5 non sembrano più disposti ad accettare i bassifondi dell'ascolto e in una dichiarazione raccolta dal quotidiano Libero affermano: «Ogni sera noi ci arrampichiamo sull'Everest, e salire di 10 punti vuol dire che facciamo un buon prodotto, tenendo conto che tra il nostro traino e noi c'è anche la pubblicità, cosa che non accade su RaiUno». Pubblicità, però, che Canale 5 ha tolto dalla tradizionale posizione del dopo-anticipazioni TG5 per non far emigrare pubblico all'azienda rivale.
Se allora anche il TG5 insorge per il traino da lumaca, cosa mettere al posto dell'ex infallibile Bonolis, che da quando ha abbandonato la Rai pare aver portato una tonnellata di sfiga a Cologno Monzese? Numerose fioccano le ipotesi. La più accreditata è quella che vuole il ritorno di Gerry Scotti con Il Milionario, benchè il popolare conduttore avesse volontariamente e temporaneamente appeso la tv al chiodo per dedicarsi a fiction e tv. Sfuma l'ipotesi di Cultura Moderna, tempo fa ventilata da Dagospia, per il doppio impegno (Striscia-Paperissima) del guru Antonio Ricci - si parlò soltanto di un impiego domenicale al posto di Striscia La Notizia. E intanto, in silenzio, si fa largo la possibilità di sdoganare sulla rete regina di Mediaset il telefilm acchiappa-ascolti Dr. House, strappandolo a Italia 1 e ricalcando così il modello estivo del preserale che l'anno scorso vide gioire Everwood, raccogliendo ottimi ascolti. Ma l'esiguità degli episodi della seconda stagione non permetterebbe una copertura sufficiente, visto che il telefilm dovrebbe andare in onda ogni sera. Ma d'altronde pure Fattore C è a tempo, un mese e mezzo e poi di nuovo Amadeus con un nuovo game prima del TG5. Bene, rimane ancora un mese da coprire, le soluzioni si sprecano. E sullo sfondo si materializza un inquietante scenario: il ritorno del fallimentare Bonolis a mamma Rai. Una lontana supposizione, ovviamente. Ma mamma Rai sarebbe subito ben disposta a rimpatriare il pupillo scaricato dalla concorrenza?
Tenetevi forte. Pure per la settimana prossima si prevedono profondi uragani nel palinsesto di Mediaset. Come temevamo, i programmatori di Cologno Monzese ci stanno prendendo gusto e sono pronti a rivoluzionare nuovamente le carte in tavola in prima serata. Dopo il delicato antipasto servito domenica sera, con il raddoppio di Distretto Di Polizia per contrastare la fiction su Giovanni Falcone - mossa altamente disprezzata da Pippo Baudo, che nel suo spazio a Domenica In non ha lesinato critiche verso la concorrenza, spinta dall'ossessione verso l'orrido feticcio Auditel - anche la settimana prossima vedrà cambiamenti significativi. Dettati, soprattutto, dall'esordio di nuove produzioni (ma le nuove produzioni devono per forza esordire scompigliando le posizioni di quelle già esistenti? Bah).
A farne le spese, sono I Cesaroni. L'allegra brigata capitanata da Elena Sofia Ricci e Claudio Amendola ed abituata a portarsi a casa un tondo e sicuro 20% di share, abbandona la serata solita del giovedi - e annesso venerdì di raddoppio in caso di bisogno - per stabilirsi alla domenica sera. L'8 ottobre se la vedrà, infatti, con la prima delle due puntate della fiction AssunTa Spina, sicuramente qualcuno famoso (non so proprio chi sia, perdonate l'ignoranza). Più che per esigenze di controprogrammazione, I Cesaroni subiscono lo spostamento in virtù dell'esordio, previsto per giovedì 12 ottobre, della fiction seriale La Freccia Nera, con Ennio Fantastichini, Riccardo Scamarcio e Martina Stella, che dovrà subito fronteggiare un Gianni Morandi apparso nella prima puntata del suo Non Facciamoci Prendere Dal Panico non proprio irresistibile. E Distretto Di Polizia? Salvo il tradizionale appuntamento del martedì sera (in compagnia di Wild West, dei film di Raiuno e degli esordi di Le Iene Show e Il Migliore di Mike Bongiorno), la fiction poliziesca di Canale 5, utilizzata dall'azienda per coprire clamorosi buchi di palinsesto - ma mica è infinita, capperi! - raddoppia e copre anche il lunedì sera, probabilmente in via del tutto eccezionale (su RaiUno c'è la seconda ed ultima parte di Assunta Spina). E' possibile che l'accostamento Distretto-Pupa E S
ecchione possa provocare scompensi di ascolto, ma in questo caso in Mediaset apprezzano volentieri anche accoppiamenti fratricidi. E comunque il lunedì tocca rimpiazzarlo in qualche maniera, visto che l'originario Reality Circus è stato ricondotto al presunto macero al mercoledì sera. Cioè domani. Con l'Isola Dei Famosi della Mona Ventura, il nemico in casa Dr. House e addirittura la partita della nazionale Georgia-Italia. Non c'è proprio speranza che il varietà-reality di Barbara D'Urso, che tanto ci tiene - come ha ribadito a Matrix venerdì sera - a emozionare il pubblico con le scosciate della Marini, sniffata dalle tigri, riesca a sopravvivere. Idem per la Parietti e le vacche di Wild West, che invece stasera tenteranno di autorianimarsi. Se Reality Circus cesserà di vivere, un'altra tegola piomba a Cologno Monzese: con che diavolo rimpiazziamo il morente Circus? Con il solito filmetto ammuffito? Ci avranno sicuramente pensato, quelli di Mediaset. Se non ci hanno pensato, vuoi vedere che sfodereranno di nuovo Distretto o I Cesaroni?