martedì, 30 maggio 2006 | Permalink

Bene, la missione è quella di raggranellare subito una buona dose di telespettatori in soli cinque giorni. Impresa ardua, anche perchè dall'altra parte della barricata rimane, per l'ultima settimana di programmazione, Striscia La Notizia, che si libera per una settimana di Affari Tuoi. Dal 5 al 10 giugno sarà Giancarlo Magalli a raccogliere le redini dall'access-prime time di RaiUno, subentrando ad Antonella Clerici e proponendo, come anticipato, Mister, la sua nuova creatura che proverà a far piacere al pubblico abituato ai pacchi sorpresa giocando col mondo dei cognomi.

Format tutto italiano, si precipita a ricordare Giancarlo Magalli, deputato a testare un prodotto nuovo in soli cinque appuntamenti, che «sono pochi per poter avere dei risultati definitivi, ma certamente sono abbastanza per averne di indicativi. Speriamo che l'esperimento funzioni», commenta a TGCOM. Omettendo che si sfida Striscia e che si è a giugno. Vabbè, saranno bazzecole. Ok che il prodotto è tutto made in Italy, ma è pure autoprodotto dalla stessa Rai o c'è di mezzo qualche casa di produzione? Per ora rimane ignoto. In compenso è stato quasi completamente svelato il meccanismo del gioco. Mister si svolge in due tronconi: nella prima parte il concorrente designato riceve in consegna una lettera dell'alfabeto estratta a sorte, che rappresenta la prima lettera del cognome da comporre. L'obiettivo è formare il cognome più lungo possibile, che sia naturalmente esistente e con il supporto di domande a risposta multipla: ogni risposta esatta fa accumulare al concorrente altre lettere. Una volta composto il cognome, il concorrente, per accedere al premio, dovrà telefonare ad una delle tante persone con lo stesso cognome individuato e al pronto del malcapitato alla cornetta il concorrente porta a casa il malloppo. Sento odore di già visto - giochini col telefono di Mara Venier? -, speriamo bene.

Nella seconda fase, invece, quella che mette in palio la bellezza di 500.000 euro come jackpot massimo - e ormai non se ne può fare a meno di una vincita così prosperosa, sul modello di Affari Tuoi monopolizzatore quizzarolo della fascia dell'access-prime time - il concorrente dovrà indovinare, attraverso il supporto di domande ed indizi, il cognome che si cela nella busta del conduttore. Una fase, questa, molto statica e tradizionale, dopo una prima molto più interessante e frizzante, che già prevede noia. Per fortuna ci pensa una rubrica, in mezzo alle due fasi, dal nome provvisorio "Fate Causa Ai Genitori", come ipotizza Magalli sempre a TGCOM: ospiti personaggi e individui che presentano un cognome particolare o accostamenti di nome e cognome bizzarri e a volte decisamente incredbili. Almeno daremo un volto a personaggi i cui nome e cognome leggiamo dall'inizio dei tempi negli spazi umoristici del Web.

Il tutto, naturalmente, da svolgersi nel giro di una trentina di minuti. Ed è noto che Magalli non è propriamente un maestro di velocità e ritmo, anzi. Riuscirà il conduttore di Piazza Grande nell'impresa che già si prefigura poco nelle sue corde e a rappresentare una valida alternativa ad Affari Tuoi in soltanto 5 serate? Buona fortuna.

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martedì, 30 maggio 2006 | Permalink

Non c'è respiro per la povera serie Veronica Mars, che Italia 1 ha maldestramente spiattellato in quasi tutte le fasce orarie della giornata, suscitando una marea di proteste da parte dei fans, che si sono fatti sentire a gran voce sparando una migliaia di e-mail direttamente alla redazione del canale giovane Mediaset. Dalla prima serata, infatti, Veronica Mars è stata spostata in seconda serata, sfiorando pure la terza, e ora si prospetta l'ennesimo spostamento becero. Da lunedì 5 giugno, sfruttando la conclusione de Il Mercante In Fiera su Italia 1, la serie si sposta alle 20.10 proprio nella fascia access-prime time, concludendo si spera degnamente la prima stagione. Ma il telefilm andrà in onda cinque giorni su sette, ergo è confermato che di seguito al finale della prima stagione Italia 1 propone il giorno successivo l'incipit della seconda stagione, inedita in Italia. Ventidue episodi così verranno consumati nel giro di un mesetto.

Così pare. Salvo che Luca Tiraboschi, il direttore di Italia 1, a margine della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del Festivalbar, aveva annunciato che a giugno la rete avrebbe trasmesso, nella fascia di access-prime time, il sempreverde tappabuchi Real TV. E Veronica Mars? La seconda stagione finirà in tempo per dare poi spazio ai filmatini spettacolari di Real TV oppure verrà barbaramente troncata o ricollocata in posizione da destinarsi? Mistero.  


martedì, 30 maggio 2006 | Permalink

Compiuto il cambio di casacca di Amadeus, passato, dopo qualche screzio eccessivo, da Rai a Mediaset e pronto a gettarsi insieme alla compagnia scossettara Giovanna Civitillo - già reduce dal flop di Comedy Club in veste di ospite su Italia 1 - nella nuova stagione autunnale di Canale 5, spuntano subito le prime indiscrezioni su ciò che il popolare conduttore si appresterà a presentare al pubblico di Canale 5. Gerry Scotti si è autonomamente tolto dalla fascia pre-serale in attesa di dedicarsi alla fiction, tocca ora ad Amadeus raccogliere il testimone, abbandonata L'Eredità nelle mani presunte di Carlo Conti, con un nuovo progetto quizzarolo.

Su Il Giornale di venerdì 26 maggio 2006, si legge infatti, nell'intervista al conduttore, che il nuovo quiz sarà basato «su precisione, coraggio, memoria e intelligenza dei concorrenti». Bene, le premesse paiono interessanti. Gli autori a firmare la nuova creatura sono quelli storici, che Amadeus si porta dietro da anni: oltre a se stesso, la squadra annovera Stefano Santucci e Stefano Vicario, che emigrano dalla Rai per sviluppare il nuovo format, prodotto dalla Triangle di Fabio Testi - la rivincita dopo il flop di Comedy Club?

Si spera insomma in un prodotto nuovo, fresco, frizzante. E invece, secondo quanto ha riportato ieri Il Messaggero, la nuova produzione in cantiere da sfornare per Amadeus è un format polacco, che si prefigura molto simile ad Affari Tuoi. Essì, quel tanto vituperato quiz provato mile volte nelle puntate zero in questi ultimi anni da Mediaset per contrapporlo all'ex corazzata Affari Tuoi, ora potrebbe finalmente vedere la luce dopo i numerosi no. L'unico problema è che cambia la fascia di riferimento: se il clone pacchettaro firmato Mediaset era destinato all'access-prime time, ora invece è prevista la fascia del pre-serale. Si prevedere un succoso stiracchiamento per coprire un'oretta abbondante? E soprattutto: precisione, coraggio, memoria e intelligenza che diavolo c'azzeccano col destino del tirare a sorte per aggiudicarsi il malloppone?

E così, come non detto, se le anticipazioni dovessero essere confermate, addio speranze di novità televisive. Il destino pare essere quello della clonazione mutante: prendi una base di successo, e per evitare analogie schiaccianti modifica leggermente il copione e la forma dello spettacolino. Finora la mossa ha portato bene. Durerà ancora?

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martedì, 30 maggio 2006 | Permalink

Ricevo e pubblico volentieri la riflessione di un telespettatore.


Salve,
Chi le scrive è un telespettatore che fa zapping, ma molte volte mi fermo a Telelombardia. E'incredibile come sia cambiata. In peggio.
Le scrivo per un motivo particolare che mi è venuto in mente. Riguardo la trasmissione QSVS.
E' da tempo che ci penso, mi sono fatto una domanda che giro a lei.
Un paio di volte sono venuto a vedere la trasmissione e ho notato che non c'era nessuno. Altre volte ho visto le inquadrature e nella parte dove ci dovrebbe essere il pubblico, non c'era nessuno.
La mia idea del perchè è che non solo è noiosa, ma inesistente e triste, non ha nè testa, nè coda.

La mia considerazione è questa. Se io avessi un'azienda e volessi fare pubblicità in un'azienda televisiva, secondo lei preferirei farla passare durante una trasmissione che piaccia al pubblico inteso non solo come audience ma come partecipazione di pubblico attivo, cioè presente o farla passare durante una trasmissione dove non ci va nessuno?

La risposta è semplice: quella "promossa" dalla presenza della gente. Se non ci va nessuno e prima era pieno, vuol dire che chi c'è adesso come conduzione e responsabilità della trasmissione ha pienamente fallito.
Non so se e quanto ha visto la conduzione precedente quella gestita da Giorgio Micheletti. Beh, era tutt'altra storia. Le basti dire che riuscivo a venire in trasmissione poche volte l'anno causa la quantità di gente che si prenotava e ricordo bene che se a marzo chiedevi di venire a vedere le ultime puntata a maggio o giugno, ti dicevano che non c'era più posto fino a settembre.
Era molto interessante, divertente, e soprattutto facevano una cosa che da anni non si fa più: parlavano di calcio giocato, tecnica, tattica e davano informazioni precise sul calcio (senza offesa, ma penso che non venga fatto perchè non si è in grado di farlo, per ignoranza della materi come più volte dimostrato da Ravezzani in tutti i suoi sbagli evidentemente per non conoscenza, per questo non esistono contenuti).
Che poi lui dica che dopo tante ore si possa sbagliare, per carità, ma quegli sbagli sono proprio di non conoscenza di dati che per un giornalista dovrebbero essere il "pane" quotidiano.
Capisco perchè nessuno ci vada più. E come un ambiente in coma. La cosa che mi ha colpito di più quando sono andato in una delle puntate della gestione Ravezzani è stato il freddo ambientale che ho "sentito", mentre io ricordavo ben altra aria. Era anche un piacere andarci.
E mi chiedo: ma i dirigenti televisivi pensano a queste cose? Penso di si, come ogni lavoro, l'immagine e la qualita sono importanti. E quindi si valutano i risultati.
Per tutti questi motivi, le chiedo perchè non riportano Giorgio Micheletti a TeleLombardia e credo che avendo il ritorno di gente, avrebbero anche ritorni migliori, per logica. Non credo che siano scemi i pubblicitari, loro studiano apposta cosa piace e non piace alla gente. Tanto ormai è chiaro che con Ravezzani ogni anno è sempre peggio, nella più grande mediocrità.
Cordiali saluti


Premetto di non seguire il canale TeleLombardia, scelta forzata visto che nella mia regione non ne arriva il segnale. Ma sicuramente ne ho sentito parlare e sporadicamente ho avuto occasione di seguire alcuni spezzioni delle trasmissioni sportive che da tempo vanno regolarmente in onda nelle piccole emittenti locali o regionali. Fabio Ravezzani non mi è certamente nuovo, non soltanto per le costanti apparizioni nel Processo di Biscardi in cui dimostra rigore e almeno apparente professionalità, senza precipitare in cadute di stile o immischiandosi in velenose risse da bar, ma anche perchè tempo fa ho avuto l'occasione di seguire la trasmissione QSVS in occasione di una partita di Champion's League, che vedeva di scena il Milan, la quale veniva commentata in diretta in studio dal conduttore e dai suoi ospiti, molti dei quali - a partire da Tiziano Crudeli - arrivavano proprio dal Processo. E, se non ricordo male, a quel tempo il pubblico in studio non c'era. La trasmissione era alquanto noiosa e mostruosamente anti-oggettiva, nel senso che ognuno degli ospiti, appartenenti ad una propria fede calcistica, forniva la propria visione di qualsiasi episodio, che seguivano sul monitor, mentre i telespettatori erano forzatamente limitati a sentire la radiocronaca di un giornalista, inviato allo stadio: una sorta di Riccardo Cucchi con la telecamera di fianco che lo inquadra, rigorosamente senza strappare alcuna immagine della partita. Sinceramente, la conduzione di Ravezzani era lontana dalla compostezza presentata al Processo, molto più pratica, votata ad uno stile semplice ma spesso banale, che quando può acuisce la scintilla della polemica. Su Giorgio Micheletti invece non ho molto da dire, anche perchè personalmente non lo conosco bene - benché la sua faccia non mi sembri affatto nuova nel panorama televisivo - né sono in grado di valutare le sue precedenti conduzioni.


sabato, 27 maggio 2006 | Permalink

Il genere sit-com in Italia è esploso in questi ultimi anni nella variante della telecamera fissa: prima Camera Cafè, poi Love Bugs hanno ridato lustro su Italia 1 ad un genere televisivo che tendeva ad essere inchiodato nelle macchiette di scene e copioni alla Casa Vianello, forse ormai datati in un panorama televisivo alla ricerca di nuove forme di comunicazione. E ti pareva che la Rai stesse a guardare? Certo che no. Sfruttando l'onda di popolarità e di interesse che ha acclamato Camera Cafè e i protagonisti di punta, Luca & Paolo, la Magnolia ha confidato a Il Giornale di aver sfornato per RaiUno una nuova sit-com a telecamera fissa, dal titolo Cotti E Mangiati, da dispensare in pillole di cinque minuti ogni giorno poco prima del TG1 delle 20.

Il soggetto della sit-com è una famiglia milanese, ritratta compatta nella cucina del proprio appartamento, alle prese con fornelli e padelle da maneggiare. Spuntano i primi nomi celebri impegnati nel nuovo progetto Rai: Marina Massironi, che ha accompagnato il trio Aldo, Giovanni & Giacomo in teatro e sul grande schermo, e Matilde Brandi, già show-girl a fianco di Panariello e pronta a ritornare in tv dopo la maternità che l'ha costretta a riposo forzato.

Non vorrei subito sparare a zero su un prodotto che neppure ho avuto modo di sbirciare, ma di certo il naso è un po' arricciato. Primo: una volta che un genere televisivo trova successo e buoni riscontri, ecco che spuntano cloni ed emulazioni in ogni dove, pronti a sfruttare l'interesse del pubblico. Anche se è vero che, se un prodotto è fatto bene a prescindere dallo spunto di base, lo si guarda volentieri. Secondo: la collocazione della sit-com è pevista prima del TG1, orario strategico per convogliare il maggiore pubblico all'informazione della rete. Sarà una mossa caparbia o autolesionista, visto che il pubblico che fruisce sit-com del genere è abbastanza giovane? Staremo a vedere.

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sabato, 27 maggio 2006 | Permalink

E alla fine la spuntò Italia7Gold. Sarà infatti l'emittente guidata da Bernardini ad ospitare Aldo Biscardi e il suo storico Processo, dopo il repentino addio con La7. L'accordo, secondo quanto riferisce stamane il quotidiano .Com, sarebbe stato firmato proprio ieri. Un bel colpo per Italia7Gold - già sospettato qualche giorno fa - che da poco tempo è riuscita ad integrarsi nel pannello delle rilevazioni Auditel nazionali e senza dubbio uno slancio di immagine notevole. Sfuma così il passaggio di Biscardi a Odeon Tv, dato da molti giornali probabile, mentre pare che nessuna trattativa sia stata avviata con Sky, Rai, Mediaset e TeleLombardia dell'amico Ravezzani, presenza fissa del suo Processo. Non è noto ancora quale sarà il programma delle apparizioni televisive di Aldo Biscardi, e soprattutto se sarà confermato il suo spazio di approfondimento dei Mondiali di Calcio di Germania. Anche se pare plausibile, visto il contratto firmato due settimane prima del calcio di inizio.


venerdì, 26 maggio 2006 | Permalink

Dopo la guerra delle poltrone, con individuazione benché ancora offuscata dei protagonisti principali, da qualche giorno è scattato il valzer delle poltrone: la girandola è appena iniziata in casa Rai, dove si valutano nuove personalità sui troni del potere ai piani alti di Viale Mazzini.

Ormai silurato Fabrizio Del Noce, partente da direttore di RaiUno (verso lidi Mediaset, Sky o Rai di New York?) e pare unica certezza fino a questo momento in mezzo all'indistinto marasma di voci di corridoio e candidature ufficiose, e dato quasi per scontato l'abbandono anche di Alfredo Meocci per il caso di incompatibilità sancita dall'Autorità per le Comunicazioni, la carica di direttore generale della Rai sembra ora ben salda nelle mani di Claudio Cappon, ben visto da entrambi i poli e nome non nuovo all'incarico, che lo stesso Cappon aveva ricoperto dal 9 febbraio 2001 al 19 marzo 2002 ed attualmente amministratore delegato della Consap. Giovanni Minoli, che in un primo momento era dato alla poltrona di RaiUno al posto di Del Noce e poi unico pretendente alla carica di direttore generale, ricoprirà il ruolo di vicedirettore generale, anche se Dagospia fornisce oggi i nomi di già tre vicedirettori generali: Giancarlo Leone (Udc), Guido Paglia (An) e Marcello Del Bosco (Ds). RaiTre, invece, potrebbe fornire le novità maggiori: se prima Ruffini, direttore di rete, e Di Bella, direttore del TG3, non sembravano implicati nel delizioso valzer delle cariche, ora invece pare proprio che per i due si prospetti un salto in avanti, finendo addirittura sulla rete ammiraglia, rispettivamente direttore di rete e direttore del TG1. Questo secondo il quotidiano Repubblica.

Affari Italiani, invece oggi conferma le prime indiscrezioni originarieMinoli alla guida di RaiUno e Ferruccio De Bortoli al TG1. Variazioni invece per quanto riguarda gli altri due telegiornali Rai: via Mauro Mazza dal TG2 e dentro Angela Buttiglione, mentre il TG3 lascia la cura di Di Bella e passa al quotato nome di Bianca Berlinguer. Clemente Mimun, dato pure lui in partenza nonostante la smentita del diretto interessato, invece avrebbe adocchiato il vertice di Rai Sport, considerate ormai certe le dimissioni di Fabrizio Maffei, dopo l'implicazione della redazione sportiva nel vortice di Calciopoli. Roberto D'Agostino su Dagospia invece recupera la candidatura di Minoli a direttore del TG1 e quella di Paolo Ruffini stabile sulla cattedra del TG3., anche perchè, da quanto afferma Cesare Lanza su Lamescolanza.com, pare abbia già declinato la candidatura. Vediamo di dipanare la matassa e diamo ai protagonisti in gioco le candidature finora pervenute:

CLAUDIO CAPPON: direttore generale RAI

GIOVANNI MINOLI: direttore RaiUno, direttore TG1, vicedirettore generale RAI

CLEMENTE MIMUN: direttore TG1, direzione Rai Sport

PAOLO RUFFINI: direttore RaiUno,

ANTONIO DI BELLA: direttore TG3, direttore TG1.

BIANCA BERLINGUER: direttore TG3

FERRUCCIO DE BORTOLI: direttore TG1

Riassumento, per la direzione del TG1 i nomi sono: Giovanni Minoli, Clemente Mimun, Antonio Di Bella e Ferruccio De Bortoli, con quest'ultimo in vantaggio rispetto agli altri pretendenti. Completa il fanta-schieramento Cappon alla direzione generale RAI, la Berlinguer al TG3 e Minoli direttore di RaiUno. Ci scommettiamo una Dreher - che tra l'altro neppure mi piace? 


mercoledì, 24 maggio 2006 | Permalink

Vedi, ogni tanto le repliche servono a qualcosa. Sinceramente non avevo mai potuto apprezzare Economix, talk-show di approfondimento economico che RaiTre spedisce ogni venerdì sera intorno a 00.40 - proprio quando la gente giovane e alla moda è già nei locali pronta a sbizzarrirsi fino alle prime luci dell'alba - e condotto dalla giornalista Myrta Merlino. Oddio, ogni tanto, quando rimanevo a casa, lo zapping furioso mi conduceva su quel lido ma senza catturarmi troppo, e infatti passava un minuto e cambiavo canale, anche perchè io e l'economia non andiamo molto d'accordo, e grande colpa va alla mia ignoranza, sia chiaro. Questa mattina invece, intorno alle 8.30 sempre su RaiTre, mi sono imbattuto sulla replica dell'ultima puntata andata in onda di Economix, direttamente con l'intervista a Fedele Confalonieri, di cui avevo letto qualche stralcio di dichiarazione dalle agenzie stampa. Mosso anche da un'irrefrenabile pulsione al divano dopo una levataccia imprevista, ho deciso di dare un'occhiata ferma a questo programma. Sai, quando te lo dipingono maestoso poi la curiosità di vedersene un pezzetto rimane - e mi riferisco a quando la conduttrice, Myrta Merlino, è stata ospite a Tv Talk, talk-show sulla tv prodotto da Rai Educational e in onda ogni sabato mattina dalle 7.30 alle 9.00 su RaiTre. Inutile ribadire quando ci si marci sull'autocelebrazione - Economix prodotto Rai, of course - elemento che personalmente non tollero, specialmente in una trasmissione che tenta non sempre con successo ed autorevolezza a proporsi come occhio critico sulla televisione italiana.


mercoledì, 24 maggio 2006 | Permalink

Mi era sfuggito. Ma a DiPiùTv, per mano del gossipparo direttore Sandro Mayer, certamente no, specialmente quando si tratta di mirabolanti diatribe catodiche. Questa volta a finire sotto i riflettori è uno scambio indiretto di vedute tra Mara Venier e Michele Cucuzza. Il conduttore de La Vita In Diretta giovedì scorso ha mandato in onda un servizio sulla storica conduttrice di Domenica In, E fin qui nulla di così scandaloso, anche perchè volentieri si parla di personaggi della propria azienda. Certo, per decantarli e idolatrarli. Ecco, il servizio mandato in onda da Cucuzza agiva esattamente nella direzione opposta. La Mara domenicale veniva ritratta mescolata alle poco felici apparizioni a Canale 5 con il flop Ciao Mara e soprattutto insieme alla scazzottata mediatica Pappalardo-Zequila, che costò alla conduttrice uno stop forzato dal video per volere dei piani alti di RaiUno. Insomma, non proprio un ritrattino idillico, tutt'altro. E come ogni straordinarietà che esce dall'ordinario, il fatt(acci)o non ha perso tempo nel farsi notizia.

Il movente di tale comportamento da parte di Cucuzza - che fino a quel momento aveva sempre riservato uno spazio nel suo programma a Mara ogni venerdì - pare sia rintracciabile nell'intervista rilasciata alla Venier domenica 14 maggio da Paola Perego, invitata personalmente e, come fa sapere Mara, con il limpido benestare dei dirigenti Rai, nello spazio Domenica In...TV, un paio di orette dove Mara, oltre ad intavolare il talk-show finale, scambia battute e racconti con l'ospite vip di turno adagiato sulla poltroncina bianca. Da notare che Paola Perego appartiene ora a Mediaset e conduce Verissimo, guardacaso il diretto concorrente de La Vita In Diretta di Cucuzza, nonché facente parte della scuderia vip di Lucio Presta, alla quale aderisce pure Mara Venier oltre ad altri pezzi forti come Paolo Bonolis ed Amadeus - già alla concorrenza o in procinto. Insomma, Cucuzza non ha perso tempo a fare 2+2 e a pensare ad un sordido sotterfugio combinato di pubblicità e complotto pur di screditare il collega del pomeriggio quotidiano di RaiUno. E così via a una bella gettata di fango gratis sull'altra collega. La Venier naturalmente si è fatta sentire presso i responsabili del programma di RaiUno, che hanno addidato la sua intervista a Paola Perego: se ne andata via con un pugno di mosche. Francamente una diatriba imbarazzante, che di certo conferma quanto il clima in Rai sia sì baldanzoso e ilare, ma dannatamente fragile se si rovinano determinati equilibri, specialmente quando ci sono di mezzo personaggi resi forti dali responsi Auditel. Da sostenitore Mediaset sordidamente sogghigno - ma le magagne ogni tanto spuntano pure a Cologno Monzese...


mercoledì, 24 maggio 2006 | Permalink

Un altro colpo mancato o, se volete, un botto dall'eco ridotto. L'ennesima fiction Mediaset, prodotta per Canale 5 dall'inseparabile TaoDue di Pietro Valsecchi, Attacco Allo Stato, sarà forse l'ultima produzione della stagione televisiva ormai agli sgoccioli, ma sono lontani le esplosioni Auditel da almeno una decina di milioni di telespettatori, anche nel caso di prodotti da alta risonanza, come fu per Karol e come è stato per il recupero delle triste faccende delle Brigate Rosse. Gli ascolti per carità non sono mancati, ma evidentemente i colpacci a suon di fiction sono finiti - e lo dimostra pure l'andamento delle ultime produzioni Rai firmate Saccà, il cui emblema è senza dubbio il flop de I Colori Della Gioventù di giovedì scorso, senza naturalmente rigirare il coltello sulla piaga 48 Ore. La concorrenza è stata battuta, ma senza strafare. La prima puntata, andata in onda lunedì scorso, ha raggranellato con apparente agilità 5.972.000 telespettatori per il 24,98% di share, stracciando La Partita Del Cuore su RaiUno, rimasto al palo con 3.465.000 telespettatori e il 14,42% di share e finendo pure scavalcato dagli ultimi episodi della prima stagione del telefilm Lost, che su RaiDue hanno chiuso con una media di 4.007.000 telespettatori e il 15,84% di share. Il supporto ad Attacco Allo Stato non è naturalmente mancato, con una forte e continua scarica di promo a tutte le ore e speciali sul dietro le quinte a tarda sera: è innegabile che Lost abbia potuto frenare l'affermazione perentoria della fiction dove svetta Raoul Bova.

Ma anche la seconda e ultima parte, andata in onda ieri sera, non ha brillato più di tanto, a fronte di una controprogrammazione affatto furiosa, anzi: soltanto 5.901.000 telespettatori e il 24,42%, dati pure in calo rispetto alla prima parte ma sufficienti per superare l'ennesima replica del Commissario Montalbano su RaiUno (5.451.000 e 21,77%). Le riflessioni vengono spontanee. In Italia si continua a puntare tutte le fiches sulla fiction - a discapito delle produzioni seriali americane ma dai risultati ottimi se soltanto se ne curasse la messa in onda -, si continua produrre sceneggiati su qualsiasi fatto storico o di attualità confidando sull'attenzione del pubblico. I risultati non mancano ma non sono più eclatanti. Segno di un rapido cambio di tendenza da parte della platea televisiva, sintomo invece di fiction non particolarmente gradite e/o entusiasmanti oppure il movente è più semplice e riconducibile ad un calo generale del pubblico con la fine della stagione televisiva? Da promotore delle serie tv americane, mi auguro che il pubblico si sia stancato delle fiction fatte a destra e a manca. Anche perche, con tutto quello che costa realizzare uno sceneggiato...

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