
Si è conclusa la sesta edizione del Grande Fratello: la serata di giovedì sera (se ve la siete persa potete rifarvi con la LiveBlog dedicata all'evento) ha incoronato vincitore Augusto De Megni. Si chiude così un'edizione non particolarmente esaltante, come avevamo analizzato in un post precedente, prendendo in esame tutte le sei edizioni, ad esclusione dell'ultima puntata, nell'effettuare il conteggio delle medie di ascolto. Ora possiamo estendere le analisi comprendendo anche le ultime puntate. Ed ecco i risultati. In ordine dal migliore al peggiore.
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puntate |
telespettatori |
share |
|
| GRANDE FRATELLO 1 |
15 |
9.809.000 |
36,80% |
| GRANDE FRATELLO 4 |
16 |
8.442.000 |
33.90% |
| GRANDE FRATELLO 3 |
15 |
8.261.000 |
33,15% |
| GRANDE FRATELLO 2 |
15 |
8.036.000 |
32,17% |
| GRANDE FRATELLO 6 |
15 |
6.499.000 |
31,58% |
| GRANDE FRATELLO 5 |
12 |
6.879.000 |
30,58% |
Come avevamo già avuto modo di dire nella precedente analisi, quello che si è evince è sicuramente un forte calo di telespettatori in numero assoluto: 3 milioni e mezzo rispetto al 2000 (prima edizione), a fronte comunque di una diminuzione altrettanto sensibile dello share. La sesta edizione si salva rispetto alla quinta, un punto di share in più, ma paga in termini di spettatori. Non si può, ad ogni modo, definire un flop, anche perchè è ben 8 punti sopra la media di rete minima, che è del 24% di share. I numeri riportati, lo ricordo, riguardano i dati assoluti, e non quelli relativi al target 15-64 anni, che molti giornali hanno utilizzato nel delineare i dati d'ascolto creando confronti sballati, e provengono direttamente dai comunicati stampa Mediaset e dall'Istituto Auditel, rielaborati da me.
Era logico, non ci potevamo aspettare il miracolo. L'ultima accoppiata di episodi della serie Rome, andata in onda venerdì 28 aprile concludendo così la prima serie, ha toccato completamente il fondo. Soltanto la miseria di 1.357.000 telespettatori, per uno share mignon del 5,29% ha seguito l'epilogo del kolossal (!) che sembrava destinato a ricoprire il ruolo di prodotto di punta di RaiDue, e che invece si è affossato sulla falsariga dell'altro flop della rete guidata da Marano, il telefilm The 4400, di cui tanto ci siamo occupati in questo blog, imprecando contro l'Auditel ammazza-telefilm.
La media finale di Rome, ricordiamo produzione HBO, BBC e Rai Fiction (un bel trust di case di produzione, soprattutto quella di Stato, che ha deciso di aumentare i finanziamenti da utilizzare), è decadente: 1.920.000 telespettatori, 7,44% di share, inutile ricordare che siano dati nettamente inferiori alla media di rete in prime time (almeno l'11%), agli ascolti della prima serata di RaiTre nonchè alle aspettative intorno a questo progetto suggestivo. Una delusione, dunque, che non esimerà certo Rome dal ringalluzzire prossimamente con la propria presenza la rubrica Il Mio Nome E' Flop. E da una parte ci piange pure il cuore, i soldi non sono mancati nell'investimento sulla fiction, ambientazione, costumi e sceneggiatura d'alto livello, al massimo potremmo aggrapparci alla debole presa dello storyboard. Ma dall'altra il responso del pubblico è chiaro (ammesso che i dati d'ascolto rappresentino l'unica fonte sicura del gradimento del pubblico): Rome non ha raccolto il successo che, alla fine dei conti, un po' si meritava.

Inauguriamo la seconda Live-Blog di Tele&Visioni. Questa sera seguiremo la finale della sesta edizione del Grande Fratello 6. Ma siccome nella Blogosfera ci sono già altri blog che si occupano della diretta in tempo reale dell'evento, proverò a guardare la serata con l'occhietto vispo e dissacrante che prendo in prestito dai miei miti, quelli della Gialappa's. Ergo, non vi aspettate un minuto per minuto dettagliatissimo, ma una cronaca toh anche trash, per smagnetizzare la tensione (!).
Domani sera si conclude la sesta edizione del reality capostitipe della nuova generazione televisiva, Grande Fratello. Un'edizione che molti hanno bollato come insoddisfacente, millantando un GF in crisi, incalzato sempre più da Don Matteo e scorticato da una conduzione, quella della neo-subentrata Alessia Marcuzzi, non troppo brillante e spontanea. Molti, leggendo per i vari blog, hanno proposto cifre, continuamente si tentava di salvare i risultati del 2006 con i dati Auditel, con le continue sovrapposizioni, prelevando settori di pubblico specifici. Allora ho deciso di spulciare il mio personale archivio e di dare un'occhiata ai dati d'ascolto delle precedenti edizioni, per capire se davvero si può parlare di crisi, analizzando anche, per le ultime edizioni, la controprogrammazione della rivale RaiUno, emersa ultimamente agli onori della cronaca. I dati che ho raccolto non tengono conto dell'ultima puntata. E' quindi presa in esame la media Auditel delle puntate precedenti la finale.
Vita dura per i comici e/o intrattenitori che strizzano l'occhio alla risata di pubblico e telespettatori? Scarseggia l'estro creativo tanto da dover inscenare un doloroso e a volta sconvolgente riciclo di battute, aforismi o tormentoni? Sì, perchè non bastava l'ormai tradizionale riciclo da reality, ovvero concorrenti usciti dall'oblio, che si sono conquistati la celebrità ritrovata e l'hanno poi mantenuta partecipando ai salotti catodici oppure l'hanno rafforzata doppiamente, entrando in un secondo reality show, giusto per combattere, con l'uso sapiente della ridondanza presenzialista, lo spegnimento repentino dei fari puntati addosso. Ora la questione è seria: pure i cabarettisti, gli imitatrici e tutti gli artisti della risata stanno percorrendo questo viale, specialmente se si tratta di emigrare da un canale all'altro. E non si tratta di traslocare soltano il tormentone battagliero, che nel caso dei comici di Zelig è diventato una sorta di etichetta giustificatrice della propria presenza in ambito televisivo, ma di sdonagare battute intere. Tre casi emblematici mi sovvengono, catturati nella consueta follia di zapping che il telecomando rende inconsapevolmente irrefrenabile. Parlo di Lucia Ocone, Luciana Littizzetto e Salvatore Marino, Tre personaggi diversi tra loro, distanti a loro modo dai cabarettisti di Zelig, sui quali, viste le numerosissime e incalcolabili ospitate in ogni dove è sempre più difficile, se non si è esperti dei loro copioni, come non lo sono io, cogliere la ripetivitià di uno slogan muovi-applauso. Ma accomunati dal nuovo difetto: il bis del proprio repertorio. Dal quale si attinhe qua e là, con sprazzi di saccente amarcord, o lo si tramuta in minestra riscaldata, con magari l'aggiunta di un cucchiaio nuovo di pacca e un piattino colorato diversamente per non far notare la differenza.
Due appunti, in principio, subito da fare. La prima: non sapevo che pure le suore guardassero quotidianamente la televisione, ad ogni ora del giorno. La seconda: è inutile ragionare obiettivamente sui giudizi che le stesse suore, ben 350 in 80 istituti, hanno espresso in un sondaggio del periodico on-line Marketing & Tv, perchè il punto di vista religioso è ormai assodato, il cardinal Ruini e le intemperane catodiche di don Mazzi lo hanno fatto capire più volte. E' altrettanto poco comprensibile l'obiettivo che questa stessa ricerca si prefigurava. Magari ci si aspettava uno stravolgimento dei pareri tradizionali e/o istituzionali? I risultati sono risibili e del tutto scontati. Banditi i reality show (23%), deprecati i numerosi quiz televisivi in cui pullulano premi cospicui, accusati di fornire una visione troppo materialista della realtà e di danneggiare l'educazione dei bambini (mamma mia che esagerazione, ma avranno mai visto Distraction di Mammucari?), tipo Chi Vuol Essere Milionario? condotto da Gerry Scotti (però stranamente nessuno ha tirato le orecchie ai pacchi ripieni di pecunia di Affari Tuoi), anche se il simpatico presentatore di Canale 5 viene salvato quando sale al timone di Passaparola, preferito dal 13% delle intervistate sicuramente per la finalità culturale, e magari questo giudizio ci può anche stare, ma ci starebbe pure per le domande a scalare del Milionario, che presuppongono un grado minimo di cultura, e non soltanto fortuna come per i pacchi di RaiUno. Però, riconoscono puntualmente le suore, i quiz sono finti (16%), sconci per l'esibizione di corpi femminili (18%) - il pullulare di letterine e ereditiere dai lembi di vestiti addosso non è chiaramente concepito, ma l'abito non faceva il monaco? - e nocivi per il linguaggio dei giovani (14%) - anche se non ho ancora mai sentito volare una sonora imprecazione, né visto volare schiaffi o calci di stelle morte di fama, che invece ammassano i reality.
E' tradizione dell'inquiliname della casona del Grande Fratello una non sospetta dose di ignoranza. Le prove d'intelligenza e quelle che hanno messo in campo quesiti elementari o risposte a domandine da liceo hanno da ormai sei edizioni deliziato la platea televisiva con i migliori strafalcioni che neppure Luca Giurato, imbalsamato nelle sue perle da incespico di lingua, riuscirebbe a far di meglio. Questa edizione del GF6 non ci ha ancora fornito le gioie sadiche dell'analfabetismo vip, ma c'è ancora una possibilità: l'ultima prova che il Grande Fratello ha stabilito ai tre ragazzi reclusi finalisti, Fabiano, Augusto e Filippo. Compito del professore GF agli alunni catodici: una bella lettera - sul modello di quelle che si inviano ai corrispondenti esteri, con i quali a scuola ci si gemellava a distanza - ad un ex-concorrente a scelta. Una sorta di le mie ultime memorie da Cinecittà, in versione casereccia e con un terribile spauracchio dietro l'angolo: gli sfondoni grammaticali. E' questa la vera prova della settimana: districarsi tra virgole saettanti, punti persi di vista e concordanze dimenticate per svista. Non si può certo fare brutta figura. E non pare che il GF abbia disposto l'utilizzo di vocabolari e/o dizionari.
E il panico è già pronto a scatenarsi con tutte le sue forze. Il ciociaro Fabiano, quello con il romano in versione Bignami nelle tasche, decide di intonare il suo manoscritto allo zio Lucio. Filippo manco a chiederlo: la sua sellerona Simona sta già attendendo fuori dalla porta di casa (di Filippo) il postino in motorino per ricevere gli aurei pensieri. Augusto invece è diviso tra Eleonora e Simon, ma alla fine opta per l'ultimo e fresco eliminato della Casa. TgCom ha spifferato evidentemente il contenuto della letterina a Babbo GF, tanto da dedicarne il maggior spazio nell'articolo: un segno di annunciazione del trionfo? No, ci ha già pensato Sandro Mayer con la copertina di questa settimana di DiPiùTv, sospetta scelta dei tre migliori subito finita in pasto a Striscia La Notizia. Chissà, per loro c'è già un futuro da redattori? La lettera è un test di selezione? E le lettere da spedire ai coinquilini esiliati verranno poi lette in trasmissione da Alessia Marcuzzi? E gli eventuali errori grammaticali, le discordanze fatali, i verbi coordinati in solitario? Spero che non si fossino sforzati troppo. Non si sa mai, lo sfondone non ti abbandona mai.
Avrà pure 21 anni, sulle spalle un cognome anche visivamente imponente, un paparino ex (?) premier, ma le idee le ha abbastanza chiare. Barbara Berlusconi, la primogenita del famoso Silvio e Veronica Lario, è partita a razzo quando Daria Bignardi l'ha messa a sedere nel tavolino delle Interviste Barbariche, il momento più atteso della trasmissione del venerdì sera di La7. Un'intervista in simil-ruota libera: la conduttrice delle Invasioni Barbariche imbecca con domande travestite da elementi di conversazione amena la figlioletta prediletta, che ne ha per tutto, dalla cultura alla società. Se da una parte possono suscitare facili clamori le sue prese di posizione in appoggio a pacs e matrimoni gay e sul rapporto precario con la fede, temi comunque vicini al centro-sinistra, che non certo la dovrebbero spingere a votare Forza Italia, il partito del paparino, come invece ha fatto per rigore familiare, in ambito televisivo non sono certo rimaste inosservate le sue sparate a zero su due emblemi dell'azienda di famiglia, Mediaset, ora in mano al fratellone Piersilvio. Tutto questo condito di incantevole naturalezza.
Giungono le prime indiscrezioni sulla programmazione autunno 2006/primavera 2007 di Italia 1, annunciate dal direttore di rete Luca Tiraboschi a margine della presentazione della quinta edizione di Colorado Cafè.
L'ultimo prodotto presentato, l'ennesimo reality-game, è l'unica novità di rilievo in un palinsesto che sostanzialmente conferma i programmi che stanno andando tuttora bene come Distraction e Fr4nkestein, il primo nella prima serata del martedì, con ascolti impensabili e battendo a ripetizione MusicFarm su RaiDue, il secondo nella seconda serata del lunedì combattendo con Matrix e Porta A Porta. Distraction ha fatto molto discutere, ha allertato osservatori e comitati sul punto di minacciare interventi punitivi, ma per il momento - e forse meglio così - il programma rimane, nonostante sia integrato in un'impianto strutturale ben migliorabile, un punto di riferimento. Anche Enrico Ruggeri è confermato con Il Bivio, dopo i buoni risultati riportati, attraverso una formula di docu-reality che non sempre aveva portato grandi frutti ad Italia 1, se pensiamo al flop di Diario - Esperimento D'Amore condotto da Marco Liorni o a Il Protagonista, altro prodotto firmato sempre da Liorni ma con scarso successo. Paola Perego e l'inviato Stefano Bettarini torneranno in pista per la seconda edizione de La Talpa, prevista per gennaio 2007: si continua a puntare su un binomio considerato comunque vincente dalla dirigenza Mediaset, nonostante un sensibile calo di ascolti rispetto alla prima edizione del reality andato in onda su RaiDue e una maggiore impronta gossippara alla trasmissione. Anche la Premiata Ditta ricompare su Italia 1 per la quarta edizione di Premiata Teleditta: sinceramente uno show che nell'ultima edizione, partita giovedì 28 aprile 2005, aveva mostrato una leggera disaffezione del pubblico (partito col 13% di share, è lo show è sceso in due settimane al 10%) e, un po' come la comicità stantia del Bagaglino sicuramente sottotono, non promette clamorosi exploit. Rimane da adocchiare il nuovo prodotto The Beauty And The Geek, il reality annunciato cripticamente da Piersilvio Berlusconi a margine dell'assemblea dei soci Mediaset, del quale parleremo a parte
Un primo provvisorio bilancio? Come è tradizione, i prodotti sperimentati nella stagione precedente e dai buoni risultati d'ascolto vengono replicati, finchè non se ne esaurisce del tutto il potenziale. Confido in un miglioramento della formula di Distraction e de La Talpa - che ha una potenza di game molto elevata, a mio parere, e fa strano come si debba puntare sul gossip per far decollare l'Auditel -, rimango scettico sulla Premiata Teleditta. In attesa, naturalmente, di essere smentito.
La versione sottozero del famigerato Ballando Con Le Stelle, che tutta la stampa (a partire dall'ufficio Rai) ha osannato per mesi, definendolo successo senza precedenti e dando vita a innumerevoli conseguenze, dai dvd di scuola di ballo venduti in edicola al moltiplicarsi di corsi ad hoc sulla scia del fenomeno sociale-culturale-televisivo, ha forse toppato la sua prima. Notti Sul Ghiaccio, il varietà (non è un reality?) Endemol piombato da ieri sera per sei venerdì guidato da Milly Carlucci, con la supervisione da spalla di Stefano Masciarelli (riciclato in perfetto stile defilippiano dalla seconda edizione di Ballando Con Le Stelle), è stato fortemente voluto dal direttore di RaiUno Del Noce, stabilito e realizzato in tempi record, racimolando un cast striminzito dopo le numerose sbattute di naso sul cemento glaciale e defezioni di abilità che hanno costretto i produttori a mettere in pista le celebrità che perlomeno sui pattini non ruzzolano nel giro di una manciata di secondi. E le difficoltà, di organizzazione dello spettacolo, oltre a quelle di composizione della ciurma vip, si sono fatte sentire immediatamente.