Il 16 aprile 2006, domenica di Pasqua, su RaiUno andrà in onda The Passion, il film prodotto e diretto da Mel Gibson che ripercorre le ultimi dodici ore di vita di Gesù Cristo. Uscito nel 2004, il film ebbe un forte riscontro di pubblico, nonostante le critiche per l'efferatezza di alcune scene e la crudeltà filmica con la quale venivano ritratti i momenti più delicati e toccanti della sofferenza del figlio di Dio. Leggo dall'ANSA che su RaiUno verrà trasmessa la versione cinematografica, in aramaico e latino, con sottotitoli in italiano. E soprattutto verrà piazzata nella tanto bistrattata fascia protetta, dalle 20.30 alle 22.30 (anche se in realtà sembri sia destinato a sforare alla grande, considerata la lunghezza delle pellicola), a rischio bambini.
Hanno eliminato Man-Lò. La cinesina alta 1 metro e 70 è stata sbattuta fuori dal televoto nell'undicesima puntata del Grande Fratello, perdendo il confronto con Laura. Era fino a qualche giorno fa in testa alla classifica di gradimento su TgCom, salvo poi cedere la vetta all'arrembante romano Filippo. Vabbè che ultimamente era diventata l'incarnazione dello sclero umano, dopo l'urlatrice Francesca, fatta fuori dopo sole due settimane ma reincarnata dall'esilarante Caterina Guzzanti nella parodia ad uso e consumo del trash e della Gialappa's, che col trash in Mai Dire Grande Fratello & Figli ci campa.
Aveva perso punti, eggià, la brillante cinesina, che studiava regia (o recitazione? Boh) e già si dimenava nell'arte subdola della finzione. Poi la mascher evidentemente è caduta, il pubblico ci ha messo del suo quando nella serata devastante dell'esco, no rientro di Fabiano, tuonò con fischi cupi alla nomination del romano. Da lì iniziò la lenta caduta negli Inferi catodici.
Concedemi questa: Man-Lò è la cinese mediatica più in voga in Italia. Magari l'ambasciata cinese ne ha richiesto l'espatrio, magari in patria può ancora essere utile. Oppure si metterà a cacciare tutti gli italiani che l'hanno buttata fuori dalla casona in plexiglass? E comunque non ce la vedo proprio a bollire i bambini. Al massimo le Barbie con gli occhi a mandorla e le striature giallognole. Solo che la plastica non si concima. Né tantomeno si mangia. Aggiornate il libro nero del comunismo, please. Tanto ci penserà Costanzo il predatore a proteggerla nell'aura di Buona Domenica. Forse è meglio che se torna di corsa in Cina. Non sa cosa non si perde. Se no mi propongo per adottarla.
AGGIORNAMENTO ANSIA: Filippo piange. Gli fanno vedere l'intervista dell'ex ragazza, Flora, a Verissimo, piccata dopo aver visto bacetti e bacioni tra Filippo e Simona. Parole non dolcissime, ma neppure crudeli verso il ragazzo. Poi spunta in stile gossip la fotozza (toh, da DiPiù) che ritrae un contatto di labbra tra Flora e un altro ragazzo. Filippo si dichiara un verme. Gli autori del GF invece sordidi formichieri.
Magari sarà un caso, ma neppure mia nonna tollera la nuova veste grafica di Affari Tuoi. Rivuole Pupo o al massimo Bonolis. Ma odia le canzoncine, i pacchi rosa, i momenti di varietà. Ok, mia nonna tra 56 milioni di italiani non conterà una cippa lippa, ma siccome neppure l'Auditel prende in considerazione tutti i 56 milioni di telespettatori, limitandosi a un campione di mille e più volte meno, allora forse mia nonna non è così scarsamente attendibile.
Certo, è tempo di elezioni pure per i reality di Canale 5. Oddio, le nomination ci sono già, tutte ben preparate con cura e amore, ora tocca agli elettori chiamati alle urne mandare a casa uno dei nominati, e conseguentemente far vincere l'altro (si sa, sono solo due). Niente televoto, basta la matita e la solita schedina. Può sembrare strano, ma pure i protagonisti del Grande Fratello e i contadini de La Fattoria, seppur abituati al voto in confessionale, sbirciati dall'occhio scrutatore della telecamera, saranno supportati accuratamente affinchè esprimino legittimamente la propria votazione. Alessia Marcuzzi darà nella puntata di stasera tutte le informazioni per votare il candidato premier e dare la propria preferenza per Camera e Senato, mentre Barbara D'Urso informerà i contadini nel corso della settimana. Non è una grande novità per i concorrenti di Cinecittà: oltre ad eliminarsi reciprocamente ogni sette giorni, hanno già sperimentato tre settimane fa lo spirito della giornata elettorale votando su apposite schede gialle il candidato (concorrente) da eliminare, con annessi scleri finali. La produzione metterà a disposizione dei concorrenti i programmi dei due schieramenti e le liste delle forze politiche in Italia ma, per rispettare fino all'ultima goccia la vituperosa legge sulla par condicio, sarà tassativamente vietato esprimere giudizi politici o orientamenti di voto nel periodo pre-elettorale. In compenso, gli inquilini del Grande Fratello e i contadini de La Fattoria saranno trasportati nei seggi della propria città (esatto, i fattori dal Marocco tutti in Italia, divisi per città) e poi rispediti alla base delle produzioni. Mamma mia, diranno a Mediaset e a Endemol, quanto diavolo ci costa far votare gli italiani. Non era meglio un bel televoto?
Dal mercoledì sera al sabato. I contadini de La Fattoria, ironicamente guidati da Barbara D'Urso, lasciano la serata di mercoledì per trasferirsi a fine settimana, in diretto confronto con Amore, di Raffaella Carrà (fonte, comunicato Mediaset). Due donne di sabato, quindi, si sfideranno in diretta, ma su territori, sulla carta, diversi. Non è chiaro il motivo - d'altronde come al solto - dello spostamento di palinsesto del reality-light (Mediaset ci tiene all'aggettivo da crema spalmabile). Ma è tradizione sparare congetture.
La Fattoria di mercoledì anticipava il Grande Fratello del giovedì, per un eccesso di reality in concomitanza che PuntoCom aveva segnalato, anche come causa dell'ascolto in calando di entrambi i prodotti Mediaset: troppi reality e perdipiù vicini possono facilmente stancare il pubblico, se portati alla lunga. E allora ecco lo spostamento al sabato, appena si è liberata la camera occupata da La Corrida, che concluderà sabato sera la sua stagione, dopo aver battuto l'esordio della Carrà di sabato scorso. E' la prima volta che un reality va in onda il sabato in prima serata (in precedenza al massimo si era arrivati alla domenica, sia GF che La Fattoria), ergo sarà una sfida tutta da gustare, tra i bambini bisognosi di sostegno che vengono dalla fattoria senza fattori e senza casa, e i finti contadini che di case ne hanno più d'una e che zappano per divertimento virtù (e un gruzzoletto di soldi che non farà mai male). Una sfida televisiva inedita, ma moralmente tragica: tra adozioni featuring varietà e tra reality misto fiction, non ho il coraggio di puntare le mie solite fiches.
ULTIMO URLO: Mercoledì 5 Aprile 2005 su Canale 5 va in onda il ritorno del quarto di finale di Champions' League Milan-Lione (ecco la causa dello slittamento - ma perchè allora, pare definitivo? - de La Fattoria al sabato. Su Italia 1, invece, è programmato il ritorno di Juventus-Arsenal. Ma averne due di partite contemporaneamente e in diretta non è possibile. Visto che il Milan giocherà su Canale 5, gioco 100 euro che scomparirà da Italia 1 la Juve.
Magari i bambini si aspettavano prima o poi di vedere Willy il Coyote o un altro episodio di Tom & Jerry, annunciato da Antonella Clerici vestita da fumetto, un po' come si fa nei contenitori pomeridiani dedicati ai ragazzini, tra giochi di squadra e lanci di cartoni animati. E invece nisba, la farsa dei pacchi rosa continua. Ne abbiamo già disquisito nel post precedente, annientati della fascinosa scenografia color rosa, ergo eviteremo di bissare lo sclero catodico-critico in una sorta di perfida ridondanza. Mi limito soltanto a far notare che lassù evidentemente qualcuno ci ha pensato. Dopo le prime due puntate a tutto sprint, la Clerici è stata sopraffatta ieri sera dal duo comico di Striscia La Notizia, Ficarra & Picone. Meriti della concorrenza di Canale 5, che si è più o meno mantenuto sul 26% e rotto di share, dopo il 28% di lunedì, mentre Affari Tuoi versione Clerici, dopo il botto del 31% di share all'esordio, è precipitato al 24,58%, lasciando sul campo pure 3 milioni e mezzo di spettatori, oppure è già crisi? Gli spettatori in più si sono tutti magicamente evaporati? Vuoi per l'arrivo della Champions League su Italia 1, con Milan-Lione che partiva alle 20.45, quando iniziava Affari Tuoi? Oppure, più semplicemente (ma anche più banalmente) è iniziato l'esodo catodico in stile vacanze di ferragosto? E' arrivato come un falco Dagospia, che ha subito fatto notare come questa mattina il Corriere Della Sera, pagina 43 di Spettacoli, titolava Clerici-Paperina regina di ascolti. Notanto lo scellerato pacchetto di sfiga che arrivava dritto al game show di RaiUno.
No, ditemi se non pare la succursale de La Prova Del Cuoco. Ok, d'accordo, non ci sono i fornelli, mancano i cuochi col cappellone da chef provetto, le immense mensole rosso o verde riempite di aggeggi, spezie e barattoli di pasta, Anna Moroni con le ricette da passeggio, il vischioso Beppe Bigazzi dalle suonanti rime fiorentine. Ma, diamine, quelle dannate canzoncine da Zecchino D'Oro? Ce le portiamo ancora dietro, in stile sagra paesana con baby dance per non far annoiare i bambinetti portati a zavorra dai genitori? Ok, almeno il maialino c'è, imprigionato nella sua aiuola dorata, con l'aria di quello che perlomeno per qualche tempo non verrà inforchettato in una calda griglia unta. Peccato, sarà costretto a sorbirsi carezze inconsapevoli ogni santa sera, gridato a portafortuna, eletto dispensatore di buona sorte. Certo, a Striscia avevano Boh, il cucciolo(ne) di San Bernardo, poi destinato a ben altra felice sede a scopo benefico-sanitario, che faceva ridere grandi e piccini. Ecco, allora pure noi di Affari Tuoi dotiamoci di un quadrupede, e porcellino fu. Rosa, chiaramente. In tinta con l'arredamento, ci mancherebbe. Pacchi rosa, magari pure firmati, hot couture, colorazioni da fiaba, tavolo a forma di diamante, tappezzeria regale (tutto già ampiamente anticipato). Poi arriva la madrina, infiocchettata da pacco natalizio (per rimanere in tema), nastri in testa, solito abito da favola, in stile Cenerentola, con la solita scarpetta che non entra al piede, fa sempre scena. Beata innocenza. E poi, loro, le suddette canzoncine. Le tagliatelle della povera nonna Pina, bistrattate in ogni dove, incasellate nelle memorie dei 20 concorrenti, che si ritrovano ad un tratto bambini spensierati, che me frega se dentro il pacco mio ci sono 500.000 euro. Oppure ci sono le tagliatelle, ormai chi se le scorda più dopo lo scavicchiamento di bonolisiana memoria c'è l'arrotolamento alla forchetta, speriamo monouso. Come no, il notaio c'è sempre, chi lo muove da lì, la Clerici scherza, magari punta sul voi come modalità di appello della sua istituzione. Il clima è ilare, festoso, proprio da sagra paesana. C'è pure la porchetta, come detto, perlomeno in potenza. Balzi qua e là, movimenti sinuosi strusciando l'abito prosperoso, decolletè spaziale, recita di fine anno, avanti i bambini, grazie.
Sembrava che per La Fattoria in day time non ci fosse proprio posto. Eh no, il reality di punta di Mediaset, Grande Fratello, non si poteva schiodare dalla tradizionale collocazione delle 18.30, a ridosso del Milionario di Scotti. La D'Urso e i contadini dovevano trovarsi un altro spazio durante la giornata per farsi notare. E così il riassunto delle giornate appariva, illustrato da Francesco Salvi, alle 11.55, subito dopo la replica del giornaliero precedente e qualche minuto di diretta del Grande Fratello. Di nuovo due reality uno in coda all'altro, trasposizione di quello che accade con le due puntate serali, che vanno in onda in giorni affiancati, il mercoledì La Fattoria, il giovedì il GF. Certo, non è una grande collocazione oraria, ascolti non esaltanti, ma ahimè Canale 5 è piena, tornate più tardi. Eh no, questa volta continuamo a far sloggiare CentoVetrine dal venerdì pomeriggio, dopo che era toccato al GF eliminare dal venerdì la soap opera che dalle 14.15 faceva di routine oltre il 30% di share stabilmente. Roba da zappa sui piedi, dirette da cinque punti di share di media in meno, ma cosa non si fa per non dare visibilità a produzioni che costano un pelino di più delle striscie soap ma che vanno decisamente peggio. Troppo poco, forse. Allora pure Verissimo corre in aiuto del reality emarginato, la Perego si improvvisa quotidianamente in docente di reality, elucubra su spezzoni, tattiche e vicende personali dei soliti ex reclusi (pure quelli del GF, certo), con una spiazzante cura che neppure avesse davanti Ciampi. La mistificazione del reality è devastante, tracima tutto. E non si ferma davanti a nulla. Poi, d'improvviso, ecco che Amici giunge alla sua nona puntata, la finale, e dal lunedì successivo c'è, dopo Uomini & Donne, un bel mazzettone di 45 minuti lasciato sguarnito dalle vicende della scuola di Maria De Filippi. Bene, finalmente s'è liberata una stanza, via di corsa. La Fattoria così si ritrova dalle 16.15 alle 17.00, per poi proseguire in veste giornalistica (che ridere però) a Verissimo, poi c'è il GF, mica scherziamo, l'overdose è continua e non ammette ritardi. Pure di notte, repliche su repliche, e poi la mattina. Ma quanta visibilità può avere un programma piazzato alle 16? E quanto può aiutare ad aumentare l'affetto verso questo tipo di reality? Mistero della fede, l'importante è che ci sia (la moltiplicazione dei contadini, si intende).
Non c'è pace per i telefilm di RaiDue. Dopo il mezzo fallimento di Numb3rs (tra l'altro, toppare pure sul nome nel sito Internet Rai che presenta la serie è come sparare sulla Croce Rossa), di domenica sera, spostato a data che neppure Dio sa, i genietti di Viale Mazzini hanno deciso di puntare tutto su The 4400, miniserie americana di cui avevamo già parlato e analizzato nel post dedicato alla replica delle prime due puntate della prima serie (e ne mancavano altre 2!) di sabato pomeriggio. Seconda serie, quindi (benchè sul sito Rai il telefilm è come se non esistesse); la prima era stata mandata a morire nella settimana di Sanremo, ma aveva evitato il sacrificio riscuotendo più di due milioni di spettatori in entrambe le serate, lunedì e martedì. Questa volta la seconda serie è stata anticipata di palinsesto di domenica sera, rimpiazzando così Numb3rs, che nella sua ultima apparizione di domenica 13 marzo 2006 aveva collezionato 1.739.000 telespettatori (5.78% di share) nel primo episodio e 1.995.000 (6.90%) nel secondo. Ok, d'accordo, una miseria, ai livelli di Alice, talk show politico-noia di Anna La Rosa del giovedì sera. Forse i dirigenti Rai hanno detto: basta, evitiamo altri flop, puntiamo su questo prodotto che ha già regalato sorrisi durante il Festival.
Debutta stasera, per otto puntate, Frankestein, il nuovo programma in onda su Italia 1 in seconda serata, condotto da Fabio Canino, ex icona di Gay.Tv e ex caporeparto della sala neuro di Cronache Marziane. Un bel programmino, si spera, visto che ce lo fanno già odiare sin dal promo partito in onda da mesi e mesi, e soprattutto per la definizione atrusa per noi italiani, di gender swap, in soldoni la possibilità di essere, per 24 ore, qualcun altro. E' il filone già preso a riferimento da Il Bivio di Ruggeri, che si limitava soltanto a far vivere situazioni diverse al protagonista (però in terza persona, via attore) rispetto a quella vissuta realmente. Solo che qua si interviene di make-up, c'è Sergio Stivaletti, già collaboratore di Dario Argento, che curerà il trucco e gli effetti speciali, fiancheggiato da un certo Sean, pare un coach a metà tra uno psicologo e un preparatore atletico. La nuova vita sembra reale. Soltanto che mi lascia perplesso l'altro aggancio al quale il programma sembra appendersi, ossia il Black/White, diciamo pure un social-reality che in America ha fatto scalpore per la possibilità, data a due famiglie, di diventare nera o bianca a seconda del colore opposto di pelle originario, per vivere le emozioni, i sentimenti, e le discriminazioni o i vantaggi di sentirsi una pelle nuova addosso. Proprio questo particolare caso sarà parte del programma di Canino, insieme naturalmente a tanti altri, più o meno futili. Vedremo un po', curiosi, che cosa questa tv che cerca di esplorare territori nuovi (per l'Italia), ma già colonizzati da altri in varie parti del mondo. Quando si dice, il genio creativo italiano.