domenica, 26 febbraio 2006 | Permalink

Primo appuntamento settimanale con I CONSIGLI PER LA VISIONE. Ogni settimana segnalo le trasmissioni, giorno per giorno, più interessati, per le quali vale la pena programmare il videoregistratore (o il dvd recorder, se siete troppo più avanti di me) o rimanere svegli davanti al famigerato tubo catodico. Lascio da parte il Festival Di Sanremo, e le trasmissioni quotidiane.

LUNEDI' 27 FEBBRAIO 2006

# THE 4400 | RAIDUE, ore 21.00 // Acceso dibattito sulla programmazione di questo telefilm, che doveva approdare su RaiDue già a dicembre (come annunciato da Giorgio Buscaglia in una risposta ad una lettera sul sito di Sorrisi & Canzoni TV) e che viene mandata allo sbaraglio proprio nella settimana cruciale, quella destinata al Festival di Sanremo, tradizionalmente cannibale nei riguardi della concorrenza. Originariamente nata come miniserie, The 4400 è stato poi trasformato in un telefilm (la prima serie trasmetta da Usa Network). La scelta scellerata della Rai è di spedirla non solo il lunedì, ma anche il martedì, in una comica inflazione di programmi da seguire.

MAI DIRE GRANDE FRATELLO & FIGLI | ITALIA1, ore 23.00 // Quinto appuntamento con il Mago Forrest e la Gialappa's che commentano il meglio ma soprattutto il peggio del Grande Fratello 6 e de La Fattoria. Il programma ritorna ad un orario accettabile, dopo le 23, invece di sforare la mezzanotte, rendendolo più appetibile. Naturalmente spazio alle imitazioni dei protagonisti, anche se acchiappano meno rispetto ai precedenti (colpa dei cloni reali, avari di simpatia?). Ma la Guzzanti versione Man-Lo e Pantani nella veste di Franco garantiscono risate. Anche se si sente la mancanza di personaggi topici come Katia, Patrick o Ascanio del più esilarante Grande Fratello, il quarto.

DESPERATE HOUSEWIVES season TWO - "My Heart Belongs To Daddy" | FOXLIFE, ore 21.00 // Quarto episodio della seconda serie del telefilm comedy più interessante e creativo degli ultimi tempi. Unica pecca: i due blocchi pubblicitari che rovinano l'atmosfera e che frantumano un episodio di soli 40 minuti. Forse ne bastava uno solo.

MARTEDI' 28 FEBBRAIO 2006

# THE 4400 | (RAIDUE, ore 21.00 // Secondo e ultimo appuntamento con la miniserie. Vedi sopra. 

IL SENSO DELLA VITA | CANALE5, ore 22.35 // Primo dei due appuntamenti dedicati al meglio del programma innovativo ideato da Paolo Bonolis e da lui condotto coadiuvato dall'amico di sempre Luca Laurenti. Verranno riproposti filmati, interviste, discussioni e soprattutto le parti tagliate delle varie puntate. Dipinta come trasmissione di nicchia, adocchiabile solo da palati fini, ha in realtà sconfinato nella materialità culturale alla quale siamo abituati e che ci accompagna quotidianamante. I temi sono troppo impegnativi per affrontarli degnamente in una ventina di minuti. Ma è sicuramente un programma che mancava e che comunque si presuppone come una sfida al panorama trash della tv. Se non altro, la collocazione oraria viene ulteriormente rafforzata, poichè di Carabinieri 5 viene mandato in onda un solo episodio.

LE IENE SHOW | IITALIA1, ore 21.10 // Sesta puntata per il programma satirico-giornalistico di Mediaset, capeggiato dalla conturbante (!) Cristina Chiabotto, spalleggiata da Luca & Paolo. La solita spumeggiante voglia di sovvertire il giornalismo tradizionale, a caccia di scoop, a spasso per inchieste e smascheramenti vari. Una delle trasmissioni più interessanti dell'ultimo decennio che continua a colpire nonostante l'abbandono della Marcuzzi per una Chiabotto ancora un po' spenta ma di grande impatto estetico.

CAMBIO MOGLIE | LA7, ore 21.50 // Nonostante si tratti delle repliche delle prime puntate, la trasmissione si restringe di un'ora ma è assolutamente imperdibile. Consigliato per chi si era perso l'esordio. Mogli che cambiano domicilio e mostrano alla nuova famiglia l'irrequietezza, lo spirito d'adattamento o la voglia di imporsi. Uno degli esperimenti sociologici più carini, anche se come al solito viziato dalla telecamera forse un po' troppo invadente e talvolta capace di distogliere lo sguardo o di esasperare sensazioni.

S.O.S. TATA | LA7, ore 22.50 // Terzo appuntamento con le missioni delle Super Tate contro i marmocchi indisponenti di famiglie sul quotidiano orlo di una crisi di nervi. Anche questo esperimento sociologico cattura lo spettatore, anche se alla fine i genitori rimangono a vedere ciò che combina la Super Tata, dotata anche di commovenza, ma come lei non c'è nessuno.

 

 

 MERCOLEDI' 01 MARZO 2006

NIP/TUCK season THREE - "Hannan Tedesco" | ITALIA1, ore 22.55 // Brevissimo commento. Sto iniziando adesso grazie ai dvd a vedere la prima serie e sono rimasto folgorato (così come accadde a suo tempo per Desperate Housewives). Un telefilm assolutamente imperdibile, e purtroppo continuamente soggetto a cambi d'oriario, che da questa settimana lo riportano al mercoledì, dopo The O.C., invece della collocazione a ridosso della mezzanotte del martedì. D'altronde, non si può mica mandarla in prima serata, anche se gli ascolti erano fantastici per la seconda serata (toccato addirittura il 17% di share). Speriamo ora che Mediaset fermi il balletto delm palinsesto.

VERY VICTORIA | MTV, ore 21.00 // Ritroviamo, oltre che a Sanremo, pure a casa sua la simpaticissima Victoria Cabello, che mette in piedi per la seconda serie un talk-show alla David Letterman ma condita di un po' di trash ma senza risultare spiacevole. Interviste sbarazzine attenderano l'avvocato Bernandini De Pace e l'attrice Sabina Impacciatore (ce la ricordiamo nell'imitazione di Marina La Rosa del GF1).

GIOVEDI' 02 MARZO 2006

GRANDE FRATELLO 6 | CANALE5, ore 21.25 // Lo so, qualcuno mi odierà. Ma è un appuntamento ormai diventato sacro. Una tra Isa e Eleonora (entrambe entrate in ritardo) abbandonerà la casa. Diciamo che mi guardo i momenti topici, trovo sempre qualcosa di meglio da fare il giovedì sera. Inutile ricordare che la D'Urso è ancora nei miei occhi e la Marcuzzi che cerca di fare inconsciamente la Bignardi non mi attira più di tanto.

VENERDI' 03 MARZO 2006

ZELIG CIRCUS | CANALE5, ore 21.25 // Diventato appuntamento irrinunciabile, nonostante un vistoso calo d'ascolto (che approfondirò nei prossimi giorni), Zelig è l'unico contenitore comico capace di far ridere davvero. Ormai è una trasmissione cult, soprattutto per i più piccoli che ne imitano le gesta e i tormentoni. Inutile ricordare che Bisio è un dei migliori, e la Incontrada fa il suo dovere.


 

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domenica, 26 febbraio 2006 | Permalink

Il Festival di Sanremo sta per iniziare e già sono in preda del nervosismo. Parlo di martedì sera, 28 febbraio 2006, con un afflusso di programmi di mio interesse che si accavvallano tutti insieme alla telecronaca della Gialappa's che non voglio assolutamente perdermi.

Dunque, assodato che registrerò nella mia cara VHS Le Iene Show, probabilmente facendo a meno di evitare che le pause pubblicitarie si fissino nel nastro (temo di non essere ancora abbastanza padrone dello zapping anti-spot), che rimarrò la serata con le cuffie per sentirmi Rai Dire Sanremo, cercando di sincronizzarne la telecronaca con RaiUno, mi rimane del tutto scoperta La7, che propone prima Cambio Moglie (anche se in realtà si tratta di repliche delle prime puntate, ma non me le sono gustate tutte) e poi lo strepitoso S.O.S. Tata. Mannaggia che non ho nè Sky nè il decoder che registra i programmi (il MySky, per parlare più tecnicamente) per godere di un ulteriore sistema di registrazione. Sento già che vivrò la serata con troppa tensione in corpo. Volevo pure registrarmi le telecronache della Gialappa's, possibilmente in digitale (e quindi rippare lo streaming sul sito di Radio2), ma questo vuol dire essere contemporeaneamente davanti alla tv con le mani sul pc.

Credo che diventerò pazzo. Speriamo che, come nel 2004, qualche buon'anima pia si dedichi a questo compito (nel 2005 era sorto pure un blog dedicato all'evento, che però è stranamente scomparso nel nulla) e a renderci disponibile le perle del trio.


domenica, 26 febbraio 2006 | Permalink

Tradizionalmente, non vedo mai l'ora che arrivi il Festival di Sanremo. Beninteso, non tanto per vedere che capolavoro abbiamo progettato gli addetti ai lavori nell'incorniciare le canzoni che dovrebbero essere protagoniste più degli ospiti strapagati, delle scommesse sulle presenze femminili da affiancare al padrone di casa o delle trovate fatte per rendere più appetibile una gara canora che di per sè attirerebbe poco. Ma per gustarmi, così come accade per gli Europei e i Mondiali di Calcio, la spassosissima telecronaca della Gialappa's Band, che trasloca negli studi di RadioRai2 per commentare il Festival. Per gli amanti delle voci fuori campo, è un appuntamento imperdibile, soprattutto perchè, oltre a leggere la manifestazione attraverso una lente ironica e dissacrante o a squinzagliare nel backstage inviati all'assalto (ricordiamo per esempio la stessa Victoria Cabello, Fabio Canino o la riconfermata Flavia Cercato, già vista tempo fa con lo stesso Canino a Cronache Marziane) per interviste ai cantanti o per sfidare le forze di sicurezza, è fervida creatrice di tormentoni. A partire da "Situation", lo storico slogan che i cantanti contattati dal trio intonavano prima delle loro canzoni (con annesso adesivo finale da esibire nella serata conclusiva), suscitando le perplessità del padrone di casa Pippo Baudo, che si vedeva spiattellato "Situation" pure da Giorgio Panariello nel suo piccolo personale show all'interno della kermesse.

Oppure, nel 2004, nel Sanremo targato Ventura & Gnocchi, imperversò il "cangureggiare", saltelli propiziatori che il trio commissionava ai cantanti prima di partire con l'esibizione, in modo da essere regolarmente catturati dalla telecamera che li inquadrava in attesa del primo suono emesso (memorabile la chiusura della canzone "Nessun Consiglio" portata da Adriano Pappalardo, che la impreziosì con un inno al canguro). La proposta ebbe un tale successo che per la serata finale si pensò all'adesivo del Canguro sulle giacche dei finalisti, tanto che nella foto di rito i vincitori non ostentavano la preziosa immagine alle telecamere, e alla fine anche la stessa Ventura, nella conferenza finale, sfoggiò il canguro.

L'edizione 2005, invece, quella del festival targato Bonolis, si consumò in maniera più blanda. Stessa dose di ironia, ma atmosfera a tratti grottesca e quasi solenne, visto che la kermesse toccava di tanto in tanto temi di solidarietà per poi essere sconvolta dai fatti di cronaca (specialmente nella serata finale) che destablizzarono l'ambiente. La Gialappa's, in quella circostanza, non riuscì a trovare alcuno slogan di effetto, ma si limitò ad intervenire un paio di volte in diretta sul Festival coinvolgendo la straripante Alexia, che salutava il trio al termine della sua esibizione. Gli appuntamenti su Radio2 per la Gialappa's non erano affatto regolari come orario, tanto che la serata finale era stata seguita soltanto a metà per lasciare spazio agli altri programmi e comunque, vedendo un tono sommesso, non era stata una scelta totalmente scriteriata.

Per gli appassionati, rimando al sito ufficiale della trasmissione (dove sarà anche attivato un forum per il contatto con gli ascoltatori), ricordando che saranno saltate la puntata d'esordio del lunedì (per l'impegno dei tre a Mai Dire Grande Fratello E Figli, che si svolge in diretta) e quella del mercoledì, in concomitanza con l'incontro della Nazionale. Ah, raccomando la visione del Festival con le cuffie nelle orecchie, naturalmente.

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domenica, 26 febbraio 2006 | Permalink

Come temevamo, il Grande Fratello continua la sua fase calante. Ok, d'accordo, c'erano di mezzo le nostrane Olimpiadi Invernali di Torino, c'era in ballo la nostra Carolina Kostner (seppur azzoppata dopo la caduta di martedì, che le ha tolto comprensibilimente un po' di appeal del pubblico), c'era di nuovo il pubblico più anzianotto incollato su RaiUno seguendo la bicicletta di Don Matteo. Però il calo è evidente, non ci sono scuse. Il responso Auditel è chiaro: 27,05% di share, 5.598.000 telespettatori.

Ora, considerando che il programma è finito abbondantemente dopo la mezzanotte e questo dato amplifica logicamente lo share, il risultato ottenuto dalla splendida ma impacciata Marcuzzi non è dei migliori. Specialmente rispetto alla puntata scorsa, del 16 febbraio, che aveva ottenuto invece il 29% di share. Molti giornali si sono prodigati nell'esaltare la vittoria di Don Matteo, chiusosi nella doppia puntata intorno alle 23, oltre un'ora prima della fine del GF: in valori assoluti di pubblico, vince Terence Hill. Ma è una vittoria che deve essere naturalmente contestualizzata, visto che lo share riportato si aggira sul 23%. Su RaiDue era tempo della piccola Carolina, simbolo del pattinaggio artistico che globalmente ha ottenuto il 21% di share e 5.789.000 spettatori. Naturalmente, il confronto deve essere strutturato sulla sovrappozione, e per poco la spunta Don Matteo (che ha fatto 6.287.000 spettatori con il 23,83% contro i 6.230.000 e il 23,61% del GF), e su RaiDue il pattinaggio porta a casa ben 6.340.000 spettatori con il 22.69% (punte di 11 milioni e 44% di share alle 21.45 durante l'esibizione di Carolina).

E' questo il segnale che desta preoccupazione. Anche su TVBlog si discute sulla questione, e benchè si insista (come fa il comunicato dal sito di Mediaset) che la sesta edizione, dopo sei puntate "ha la media d'ascolto migliore di sempre: 31.9% di share", è il caso di chiedersi se in realtà sia stata colpa di una serata troppo densa di avvenimenti, o i primi evidenti scricchiolii che iniziano ad attanagliare il reality, anche a fronte, la sera prima, dell'altro show targato Endemol, La Fattoria che, come teorizzato in un post precedente, potrebbe portare al ribasso il GF. Scendendo al 27% di share, la Grande Sorella si è attestata sulla media della Fattoria della Sora Carmelita, anche se, sempre dal comunicato, apprendiamo che "tra il pubblico attivo 15-64 anni, il "Grande Fratello con il 28.73% di share (4.185.000 telespettatori) supera di 10 punti il primo episodio di "Don Matteo" (fermo al 18.57%) e di oltre 8 il secondo (20.10%)". In effetti, si tratta pur sempre di una tv commerciale e di investimenti pubblicitari più marcati: gli investitori vogliono pur essere assicurati se legati a quel pubblico. E in questa circostanza la dimensione di un presunto collasso del GF viene smantellata abilmente. Naturalmente la presenza delle Olimpiadi potrebbe aver catalizzato l'attenzione di parte di quel pubblico che adora il GF: prima di urlare allarmismi, attendiamo la puntata del 9 marzo, visto che quella del 2 trova contro Sanremo, e credo proprio che non accadrà alcun miracolo come nel 2004, quando la Ventura canora dovette lasciare il giovedì sera il palco ai cantanti racimolati della Casa del GF. Potrebbe comunque rosicare ascolto, visto che è preda del pubblico giovane, e di giovane, in questo nuovo festival della canzone, sinceramente vedo poco.

 

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domenica, 19 febbraio 2006 | Permalink

Per la serie: per parlare di attualità, rechiamoci direttamente sul luogo (del delitto). Non che l'idea sia brutta, per carità. L'informazione on-the-road permette al telespettatore di legare ciò che viene detto direttamente al luogo a cui il giornalista si riferisce. Una mossa che consente così di contestualizzare le notizie, o, in questo caso, un intero speciale, dedicato al pianeta transessuale.

La mossa è di Studio Aperto Live, appendice della testa giornalistica di Italia 1 capeggiata dal buon Mario Giordano, che settimanalmente, ogni sabato sera dopo la mezzanotte, si occupa per circa un'ora e mezza di un argomento specifico, direttamente da una piazza o da un luogo simbolo di ciò che la giornalista, sola in video ma circondata in silenzio dai tecnici di produzione in formato ambulanti, narra, lanciando i vari servizi. L'impostazione ricalca il settimanale Lucignolo, se non per la vena più seria data alla trasmissione, e l'enfasi di mistero e drammaticità che Gabriella Simoni (non in versione dj) si porta dietro dalle missioni di guerra e che rigetta spontaneamente allo spettatore parlando del caso Cogne, o dei ragazzi di Scampia, per finire, ieri sera, collegata da una piazza mezza a luci rosse di Milano per puntare il riflettore (la produzione ne porta solo uno) sul mondo transessuale, a due passi o due angoli dai marciapiedi calpestati da simpatiche signorine firmate o no che cullano la propria clientela. La Simoni, dall'espressione molto seria, snocciola via via i filmati: dal solito video in esclusiva che riprende l'incontro tra una transessuale ubriaca e il proprio magnaccia, alle candid in stile Le Iene che riprendono saluti e baci tra Silvia, una trans che soggioga i clienti nel proprio appartamento, e il cliente di turno, ripreso tra convenevoli e dichiarazioni di identità (generalmente è sposato, con figli). I clienti vanno da Silvia eccitati dalla sua ambiguità: due sessi in uno, oppure una con due sessi. E' l'attrazione che non si può svelare, ma che qui si concretizza per cifre che vanno da 50 ad oltre 100 euro, dipende naturalmente dall'intensità e dal servizio che il cliente vuole avere. In un giorno si passa dai 500 ai 1000 euro, senza problemi. Manca solo che prima o poi esca Giulio Golia.

La Simoni parla muovendosi completamente, come una trottola alla ricerca di un equilibrio che non troverà mai, il paesaggio alle sue spalle di conseguenza muta, raccoglie le macchine che passano, i viali, i segnali stradali. La sensazione di straniamento inizia a farsi sentire, un po' come quando ci si gira su se stesso per qualche secondo e ci si riferma di scatto. Si passa poi a catalizzare l'attenzione su storie di persone che hanno attuato in sè la tanto agognata mutazione sessuale, rivolgendosi ad un intervento chirurgico, oppure sposando quella donna che in un corpo estraneo non avrebbero potuto fare (alcuni filmati arrivano direttamente da Il Bivio di Ruggeri, che spesso ha trattato casi del genere), con tanto di commento a faccia pixelata della figlia di un trans 10 anni e, come dice il servizio, già adulta. E' l'emancipazione del dolore. E il raggiungimento di una felicità che sembra isolare il trans dalla vita comune.

Come per qualsiasi programma che va a ficcare il naso in ciò che viene taciuto o nascosto, lo spettatore ha sempre l'ansia di vedere prima o poi immagini strane, di fatti che non pensava potessero accadere, o di quei fatti che volontariamente non approfondiamo perchè non sposano la nostra psiche. A dire il vero, la Simoni aiuta a mantenere alta la tensione. E l'ascolto lievita. Come leggiamo da Mediaset.it, il programma "è stato seguito da 1.593.000 telespettatori con il 24.51% di share", segnando l'ascolto record. Sarà merito del fattore trans (già traino di Striscia La Notizia per il Grande Fratello delle ambiguità firmata Platinette) o semplicemente di una formula (nuova?) di infotainment che assuefà lo spettatore riportandolo ad una realtà da giallo?

La Simoni chiude la trasmissione (in diretta), da quel momento la telecamera principale inquadra lo smantellamento del teatrino, i baci, gli abbracci e le strette di mano tra i membri di produzione, si coglie l'uomo del faretto. Lo show è finito, si ritorna alla realtà. Sorrisini per dire: ok, anche questa volta ce l'abbiamo fatta, che fatica.

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sabato, 18 febbraio 2006 | Permalink

Nulla da fare. Mediaset continua a programmare al venerdì la diretta del Grande Fratello, in sostituzione della puntata prevista della soap Centovetrine. Inizialmente pareva un esperimento, soprattutto quello provato dopo la prima puntata del reality, poi invece è stata confermato nel palinsesto di Canale 5. Ahimè, temo proprio che le speranze di ForumAutori siano destinate a crollare miseramente.

Non capiamo ancora il motivo di tale scelta. Sembra si sia optato per la diretta per dare un primo resoconto degli umori all'interno del bunker di Cinecittà dopo la lunga puntata del giovedì. Ma il resoconto in diretta ruota sempre attorno alla compilazione della lista della spesa. Non c'è nulla di più nosio che vedere 10 ragazzi ardimentarsi vestiti da massaie, per ordinare frutta, verdura e carne. Chissà se il GF ha tolto dalla lista il pollo, visto le minacce dell'aviaria (mi scuso se i miei occhi non reggono di fronte all'estenuante deposizione della lista del mercato). Per il resto entrambe le compagini (tapini e nababbi) non devono sforare il budget a loro riservato, e quindi si riscoprono i calcoli, soprattutto a mente (le calcolatrici erano state bandite dagli effetti personali?).

Se, quindi, il telespettatore inizia a chiudere pian pianino gli occhi di fronte alla noia della spesa a tavolino (anticipando la pennichella prima che possa sopraggiungere l'infallibile Maria con il troname di Uomini & Donne), pure i dati Auditel sembrano confermare che non c'è alcun vantaggio in termini di ascolto, programmando lo scorcio in diretta nella casa. La media per ora si attesta sul 26% di share (credo, visto che su Mediaset.it nella sezione Auditel non forniscono più i programmi più visti di ogni rete, altra novità misteriosa), mentre Centovetrine raggiungeva ascolti dei tempi d'oro, superando alla grande il 31% di share (Beautiful, di tradizione ventennale, ora si aggira sul 33%). Quindi, con il plauso delle cifre, è una mossa che fa perdere alla rete almeno 5 punti di share.

D'accordo, nella fascia oraria 12.00/15.00, Canale 5 è padrona. Ma si rischia di sfiduciare gli appassionati puri della soap, che, non trovando il proprio programma preferito, preferiscono (a mio parere) cambiare canale piuttosto che sorbirsi il reality.


venerdì, 17 febbraio 2006 | Permalink

Guardo gli sport olimpici spalmati su RaiDue, resi voce dai commentatori di RaiSport, e mi chiedo spontaneamente: ma i vari Bizzotto, Fusco, come diavolo riescono a poter agilmente disquisire su più discipline sportive? Nel senso: Stefano Bizzotto segue da sempre, normalmente, i campionati di calcio stranieri. Ora lo vediamo giostrarsi commentando le discipline più varie, come il pattinaggio su ghiaccio, oppure, non è il questo il caso, la specialità di tuffi ai mondiali. Per essere pronti al commento, si studiano in dieci minuti un Bignami o sono così professionisti da saper gestire qualsiasi disciplina sportiva si apprestino a commentare?

Confidando vivamente sulla professionalità del gruppo RaiSport, chiudo con una riflessione su Ettore Giovannelli, inviato motoristico sulle piste del mondiale di Formula 1, a strappare dichiarazioni all'imbellettato Briatore o a estorcere mugolii al Jean Todt di turno. Magistrale poi la sua capacità di scattare dall'inglese al tedesco e viceversa. Ora, vederlo (sì vederlo, perchè lui e colui che intervista trova sempre spazio in un riquadro sullo schermo) in un contesto totalmente diverso come quello del circo bianco crea un po' di spaesamento. Nel parterre intervista per esempio Ghedina, appare leggermente impacciato, come se avesse in pugno domande alla Schumacher e le dovesse in qualche modo smorzare. Ok, si tratta sempre di velocità, anche se per mezzo di due tavolette come suole, però vederlo cincischiare in mezzo alla neve non è proprio il massimo per chi l'ha sempre visto fare lo slalom sulla griglia di partenza di un Gran Premio.

Per cui, aspettiamo te, Ettore, e Stella Bruno (indimenticabile) puntuali il 12 marzo in Bahrein per la prima gara del mondiale. Non ci sarà Ghedina, tranquillo. A meno che non lo invita qualcuno.


venerdì, 17 febbraio 2006 | Permalink

Devo ancora capire perchè La Fattoria sia dovuta partire mercoledì 15 febbraio. Ok, sono 80 giorni di reality, quindi quasi 3 mesi, quindi per i primi di maggio si richiuderanno i battenti. Se magari lo avessero fatto terminare a fine maggio, quindi iniziarlo direttamente a marzo, si sarebbe potuto evitare un maggiore affiancamento con quello che io credo sia il reality di punta di Mediaset, il maestoso Grande Fratello. Sarà che magari non conosco in dettaglio e credo neppure tanto in superficie le alchimie di palinsesto degli strateghi Mediaset, non so se alla fine della carovana la scelta di piazzare due reality-show in successione per più di due mesi possa pagare.

Dopo i prevedibili fasti iniziali, il Grande Fratello targato Alessia Marcuzzi inizia a mostrare le prime crepe e un non dichiarato calo di ascolti, anche se adesso forse non è il caso ancora di sparare frecciate, ma l'effetto novità, dai dati Auditel, sta pian piano scemando. Ora, La Fattoria, le cui previsioni di Bassetti erano di attestarsi sulla media di rete (24% di share), non ha mai avuto picchi memorabili nelle precedenti 2 edizioni (la prima su Italia 1 e la seconda su Canale 5), benchè la voglia di ricalcare la brillante formula dell'Isola firmata Ventura sia presente, così come ne La Talpa. Non credo, quindi, che possa più volte ripetere i dati d'ascolto della prima puntata, che ha sfondato il 27% di share (mentre il Grande Fratello è sceso da un 33% dell'esordio al 29% di ieri sera). Quindi, tra i due, io preferirei salvaguardare il Grande Fratello. Non vorrei che l'affiancamento con La Fattoria faccia sentire l'affaticamento del pubblico verso due reality posti uno di seguito all'altro, capace di portare un calo globale di ascolto, che coinvolga pure il reality-magnum di Canale 5.

Altro discorso da aprire è, oltretutto, la poca visibilità che La Fattoria ha in day-time. Lo spazio riservato ai contadini del Marocco è collocato prima delle vicende di Vivere, intorno alle 12, proprio dopo la replica e la diretta della puntata del Grande Fratello. Nessuna riproposizione prima del Milionario di Scotti, luogo inviolabile vista la già nota presenza del Big Brother formato riassunto, quindi già di per sè, con poca visibilità, La Fattoria vivrà credo soltanto di polemiche che riescano a catalizzare l'attenzione. Spero, su questo punto, di essere vivamente smentito. D'altronde, neppure la diretta è riservata, visto che pure sul digitale terrestre si vive di riassunti e oltretutto in uno spazio ristretto di tempo.

  

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categorie: reality show, mediaset, la fattoria, palinsesti pazzi

venerdì, 17 febbraio 2006 | Permalink

Un saluto a tutti.

Dopo aver temporeggiato, più o meno amorevolmente, prima di dare una sferzata di scrittura a questo blog, ora credo sia il momento di partire.

Questo blog cerca di analizzare il sagace e virulento mondo della televisione, vista da chi la guarda e la recepisce, e magari vorrebbe modificarla o limitarsi a contemplarla nelle più sensate suggestioni.

Non mi protendo oltre nell'annosa questione del disclaimer.

Buona (Tele)Visione.

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categorie: comunicazioni dalla regia